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Tabacco, accordo Philip Morris-Mipaaf su filiera agricola Italia

Firma durante evento Coldiretti, stabilità per 50.000 addetti

Roma, 27 nov. (askanews) - Philip Morris Italia ha rinnovato i suoi impegni con la filiera agricola del tabacco italiano, firmando un accordo con il ministero delle Politiche Agricole anche sul 2021, e garantendo così stabilità e prevedibilità a un settore che oggi conta oltre 50.000 addetti, tra le fasi di coltivazione e quelle di trasformazione primaria.

A spiegare gli aspetti chiave dell'intesa, il presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia, Marco Hannappel. "Un importante impegno per gli acquisti di tabacco italiano che avevamo assunto nel 2019 che oggi continuiamo a rispettare e perseguire che prevede fino a 500 milioni di euro di investimenti nel tabacco italiano in cinque anni, coprendo il 50% della produzione totale italiana ed il 100% della produzione e che fa capo a Coldiretti attraverso la propria Organizzazione nazionale tabacchi".

La rilevanza dell'intesa è resa evidente anche dalla fase molto difficile da cui il settore cerca di emergere: dal 2000 ad oggi la produzione nazionale di foglie di tabacco si è ridotta del 59%, secondo uno studio realizzato da The European House - Ambrosetti, e appena un azienda su dieci è sopravvissuta. "Un accordo pluriennale dà una visione di lungo periodo alle aziende agricole - dice ancora Hapnnappel - che possono ottimizzare e se stesse in due ambiti e entrambi facenti capo al programma internazionale che abbiamo, che si chiama Sustainable Tobacco Program, che ha due versanti. Il primo è l'ottimizzazione del processo, quindi in ambito di sostenibilità, ottimizzazione di acqua, energia, dall'altra parte l'altro versante sono le persone e qui abbiamo delle buone pratiche di lavoro che vengono costantemente implementate in collaborazione con i coltivatori, affinché tutte le persone che lavorano nella nostra filiera siano tutelate e ben integrate".

Le cerimonia della firma dell'accordo si è svolta durante una videoconferenza a cui ha partecipato la ministra delle politiche agricole, Teresa Bellanova. Così commenta Cesare Trippella, Responsabile acquisti e gestione tabacchi in foglia per Philip Morris in Europa. "Celebriamo il rinnovo del verbale intesa col ministero dell'agricoltura siglato lo scorso anno per rinnovare il nostro impegno per il raccolto 2021, è importante per la filiera italiana, perché dà prospettive e certezze ai produttori ed è importante per Philip Morris Italia perché permette di rinnovare, con la comunità, il suo impegno sul territorio". "10 anni di filera corta, una sfida intrapresa nel 2010 insieme ai nostri partner con i quali abbiamo sviluppato un modello che è diventato un esempio per altri mercati del mondo, un esempio di efficienza, di efficacia e soprattutto di buone pratiche agricole e buone pratiche del lavoro".

L'intesa consente anche di guardare oltre la produzione di tabacco, spiega ancora Hannappel. "Da questo accordo si sviluppa una filiera che è anche industriale, abbiamo sviluppato in Italia più grande stabilimento di prodotti di nuova generazione del mondo di Philip Morris International, a Crespellano, investendo oltre 1 miliardo di euro dando occupazione a 1.600 persone. Un grande investimento nel digitale che abbiamo annunciato nei giorni scorsi, il Digital information service Center di Philip Morris a Taranto con un impiego di 400 lavoratori a partire proprio dalla fine del 2020".

A tirare le somme della giornata di dibattito, il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini. "La filiera del tabacco diventa una grande opportunità di crescita e di sviluppo per le imprese agricole italiane, già particolarmente riconosciute in termini di valore, ma grazie all'accordo con Philip Morris e al ministero dell'Agricoltura si prevedono investimenti per le piccole e medie imprese per i prossimi cinque anni fino a 500 milioni, un ulteriore slancio in termini di innovazione di attenzione e di sviluppo nella realizzazione di filiere. E proprio sulle filiere noi vogliamo costruire certezze per le nostre imprese, dando appunto concretezza a quelli che sono i bisogni in termini di investimento, avendo certezza di quella che è la redditualità che viene riconosciuta all'impresa agricola stessa, ma soprattutto costruendo rapporti costruttivi che portino il meglio dell'agricoltura italiana in tutto il mondo".

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