Martedì, 2 Marzo 2021

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Vaccini Covid, Maga(Cnr): ecco come agiscono e perché sono sicuri

Direttore dell'Istituto di genetica molecolare: non modifica dna

Roma, 8 gen. (askanews) - Sono ancora in molti ad avere dubbi sui vaccini contro il Covid-19, sulla loro sicurezza ed efficacia, visti i tempi brevi in cui sono stati prodotti. In particolare, numerose perplessità nascono sui primi vaccini a mRNA, come quelli Pfizer-BioNTech e Moderna. A spiegare come funzionano e come agiscono, il professor Giovanni Maga, direttore dell'Istituto di genetica molecolare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr):

"Si sente spesso chiedere se questi vaccini possono modificare la nostra informazione genetica anche in maniera stabile, nel tempo. Non tutti hanno le conoscenze tecnico-scientifiche per valutare questo aspetto. Perché quello che si dice è: si introduce un pezzo di informazione genetica in più nella cellula per fargli fare la proteina spike. Ma questa informazione è sotto forma di questa molecola mRNA, che è la stessa che le cellule producono migliaia di volte ogni secondo per sintetizzare le loro proteine quindi non è niente di strano e artificiale e soprattutto non ha nessun modo per essere trasformata in Dna e andare ad 'appiccicarsi' per così dire nei nostri cromosomi, questo è fuori discussione, anzi è stata scelta questa tecnologia perché è assolutamente sicura".

"L'informazione che diamo alla cellula è come un telegramma che spediamo ed entra nella cellula, viene letto per fare le proteine, non arriva nel nucleo, non diventa mai dna e dopo un tempo molto breve viene eliminata in modo naturale, è una stimolazione che diamo alle cellule rendendole capaci di produrre la proteina spike, l'antigene, che ci dà l'immunità, che ha una durata limitata nel tempo e non causa modificazioni nelle nostre cellule né quando viene sommministrata, né in tempi più lunghi".

Diversi invece altri vaccini ancora in attesa di approvazione, come quello Astrazeneca.

"Il vaccino Astrazeneca, così come il russo, lo Sputnik, si basano sullo stesso principio: rendere le cellule capaci di sintetizzare l'antigene. Ma questa volta l'informazione è portata alle cellule sotto forma di dna da un vettore virale, un virus del raffredore delle scimmie o umano, modificato e reso innocuo; rimane l'involucro, che entra nella cellula, si disintegra e rilascia un pezzo di informazione genetica che serve alla cellula per fare la proteina e anche in questo caso l'informazione viene usata per un certo periodo di tempo e poi distrutta, quindi nessuna modificazione del nostro patrimonio genetico".

Bisogna fidarsi dei vaccini già disponibili, dice il professor Maga, dal momento che hanno ottenuto l'approvazione da parte delle autorità competenti. E sui tempi rapidi ricorda: "Già nel 1957 con la pandemia di influenza asiatica che ha fatto due milioni di morti al mondo pensate che il vaccino è stato fatto in 5 mesi. Perché erano pronte già le tecnologie, come in questo caso, la tecnologia che sta dietro al vaccino mNRA o a quello Astrazeneca era pronta da anni di studi, c'erano già i presupposti tecnici. La sperimentazione è stata fatta in tempi più stretti per l'emergenza, ma questo non vuol dire meno accuratezza; man mano che venivano fatte le fasi cliniche i dati venivano trasmessi alle agenzie regolatorie, mentre normalmente si aspetta di finire tutto. Le reazioni avverse ai vaccini normalmente avvengono in un arco temporale che va da pochi minuti dopo la somministrazione a poche settimane dopo. Una sperimentazione che duri 3-4 mesi è già sufficiente per valutare se ci siano effetti collaterali importanti. Ma gli studi comunque andranno avanti per valutare se ci fossero altre reazioni estremamente rare. Ma a oggi su oltre 2 milioni di dosi di Pfizer si sono riscontrate 15 reazioni allergiche poi risolte spontaneamente, quindi sono vaccini che effettivamente hanno un profilo di sicurezza molto elevato".

Servizio di Lucilla Andrich

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