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Lunedì, 26 Settembre 2022

Variante Covid, Stefanelli (Iss): "Test e vaccini ancora validi"

"Non sembra che la mutazione influenzi l'efficacia"

Roma, 21 dic. (askanews) - Non sembra che la variante inglese del Covid-19 possa influenzare l'efficacia del vaccino in arrivo. Ma è importante ora più che mai mettere in pratica le misure di sicurezza, perché questa variante sembra più contagiosa.

A dirlo è Paola Stefanelli, direttrice del Reparto Malattie Prevenibili da vaccino del Dipartimento Malattie Infettive Istituto Superiore di Sanità, che spiega in cosa consiste la mutazione.

"Questa variante è stata identificata e condivisa con la comunità scientifica qualche giorno fa, è definita variante in quanto ha nel suo genoma un certo numero di mutazioni, è una variante rispetto alla maggior parte dei ceppi circolanti di Sars-Cov2".

"Gli studi dei colleghi inglesi dal punto di vista biologico sono in corso, ma al momento hanno fatto osservazioni a livello genetico e c'è una forte correlazione con un aumento di casi nel Sudest della Gran Bretagna; questo sottintenderebbe una maggior capacità del virus di trasmettersi da persona e persona probabilmente perché c'è una mutazione nella spike protein che aumenta l'affinità con uno dei recettori delle nostre cellule umane, aumentando quindi l efficienza infettiva potrebbe far correre l epidemia più veloce. Siccome le misure messe in atto sono finalizzate a rallentare la corsa del virus, l attenzione su questa variante è particolarmente elevata".

I test che si fanno per identificare il virus, in ogni caso, restano validi: "Al momento i test che si fanno a livello molecolare considerano più di un bersaglio genetico, questo dà una certa capacità di intercettare comunque qualsiasi tipo di Sars-Cov2 e queste mutazioni in ogni caso sulla spike sono solo alcune, non cambia tutta la proteina".

Stesso discorso sul vaccino: "Per le conoscenze che abbiamo oggi non sembra che questi cambiamenti possano influenzare l efficacia dei vaccini".

Non ci sono notizie, spiega ancora, che questa variante circolasse già prima in Italia.

"In Gran Bretagna hanno capito che ha iniziato a circolare nella seconda metà di settembre con un picco a dicembre quindi si potrebbe pensare che se tanti casi ci sono stati ora, la possibilità che questo virus abbia cominciato a diffondersi in questo periodo".

In ogni caso, "ovviamente in questa situazione, ancora più di prima, il nostro comportamento è ancora più importante".

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