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Velazquez e gli specchi: una lezione d'arte con Philippe Daverio

Una nostra intervista con lo storico dell'arte scomparso a Milano

 

Bologna (askanews) - "I quadri non sono delle opere in sè, sono degli specchi all'interno dei quali uno rivede una parte di ciò che vede se stesso". Così il critico d'arte Philippe Daverio a margine della mostra "Van Gogh Alive" inaugurata a Bologna. "E' come in Las Meninas o nei Coniugi Arnolfini dove c'è uno specchio - ha aggiunto Daverio - I quadri sono così: uno ci vede cosa c'è dentro a se stesso. E' per questo che il rito iniziatico è interessante: uno viene tirato nel gioco e una volta che è preso dal gioco, comincia ad articolare una sua percezione. Non è solo la pittura che segue questo problema: uno che sente per la prima volta una fuga a 4 voci di J.S. Bach pensa che sia un esercitazione tecnica, uno che sa entrare e capisce cos è il contrappunto gode. L arte ha bisogno di un rito iniziatico, di un apprendimento linguistico. E ogni forma di coinvolgimento, di attrazione, di pervertimento è fondamentale. Quello che conta è che l arte perverta".

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