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Venezia, la forza e le fragilità di una donna in "Miss Marx"

In concorso il film di Nicchiarelli, dal 17 settembre in sala

 

Venezia, 5 set. (askanews) - Era una donna brillante, colta, libera e appassionata Eleanor, la figlia più piccola di Karl Marx. Susanna Nicchiarelli racconta la sua storia nel secondo film italiano in concorso alla Mostra di Venezia, "Miss Marx", che sarà nei cinema il 17 settembre.

Eleanor, magnificamente interpretata da Romola Garai, fu tra le prime donne ad accostare i temi del femminismo e del socialismo, a partecipare alle lotte operaie, a combattere per i diritti delle donne e l'abolizione del lavoro minorile. La sua dimensione privata, però, viveva di alti e bassi, luci e ombre: il suo matrimonio con Edward Aveling fece emergere le fragilità e le debolezze di questa grande donna.

"E tutto vero, anche la maggior parte dei dialoghi vengono proprio dalle lettere di Eleanor, dalle lettere delle sua amiche. E questa è stata la sfida più interessante: misurarmi con un personaggio realmente esistito, che su questi documenti sentivo molto vicino a me, vicino a noi, molto moderno".

La storia di Eleanor in "Miss Marx" è resa ancora più moderna dalle musiche, sempre importantissime nei film della regista, realizzate da Downtown boys e Gatto ciliegia. La stessa Nicchiarelli ha sottolineato di non voler fare un film nostalgico ma sull oggi, ma rifiuta la definizione di "film femminista".

"Credo che il film non abbia solo questo aspetto, quindi non lo definirei un film femminista. Credo che parli di una contraddizione propria dell essere umano, che è quella di essere sempre in conflitto tra la propria parte razionale e quella emotiva. In Eleanor queste due parti sono in conflitto e non si conciliano mai".

E a proposito del gran numero di registe donne presenti quest anno alla Mostra, Nicchiarelli ha affermato:

IN 07.25 OUT 07.46

"Sogno il giorno in cui non sarà più interessante parlare di quante donne ci sono in un festival, e non le conteremo più. Vorrei che il mio film venisse giudicato per quello che è, non perché è un film di una donna o di un uomo, ma perché è un film".

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