Giovedì, 4 Marzo 2021

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Venezia semi deserta con la chiusura dei locali alle 18

Ristoratori: "Perdite fino a 70% senza il turismo internazionale"

Venezia, 27 ott. (askanews) - I Mori dalla Torre dell'orologio di Venezia scandiscono il nuovo orario dei chiusura di bar e ristoranti. Piazza San Marco alle 18 è già praticamente deserta, pochi curiosi e turisti guardano l'acqua che esce dai tombini e crea l'effetto specchio. I camerieri dei celebri bar che si affacciano sulla piazza hanno raccolto le ultime ordinazioni al volo attorno alle 17.30 poi rapidamente hanno sistemato tavoli, ombrelloni e sedie, ma molti bar non hanno neppure riaperto, i turisti sono pochi e la spesa non vale l'impresa. Le boutique di lusso nelle calli attorno a San Marco sono vuote, i prodotti dei marchi più celebrati della moda internazionale sono esposti ma nessuno li compra.

Venezia senza turismo soffre, come confermano Davide, Mirella e Mario i titolari dell'osteria Alla Vedova, uno dei bacari più antichi della città, ma i veneziani non vogliono mollare e anche di fronte a queste nuove limitazioni cercano di trovare un modo per rimanere aperti.

"Visto che il turismo internazionale si è bloccato e lavorando solo con gli italiani, si lavora solo per pranzo e abbiamo deciso di chiudere alle 15 e di tenere aperto nel giorno di chiusura, piuttosto che sprecare ore apertura per non fare nulla abbiamo deciso di togliere il giorno di riposo e fare un pranzo in più fondamentalmente".

Nei campi della movida i tavolini sono quasi vuoti, qualche studente si attarda a bere uno stritz, non si possono neanche festeggiare le lauree perchè all'ora di chiusura non ci sono deroghe. I controlli in tutta la città sono serrati, ma non c'è voglia di trasgredire; se non è un lockdown ci assomiglia molto.

Qualche turista disorientato non sa dove cenare perchè le saracinesche dei ristoranti sono chiuse. Le perdite per i ristoratori vanno dal 30 al 70%, a cui si aggiungono le spese sostenute per mettersi a norma per evitare il contagi da Covid, restare aperti è una sfida.

"Noi siamo positivi, ce la faremo sicuramente, siamo una realtà affermata, abbiamo le spalle grosse, l'affluenza c'è, bisogna avere un po' di pazienza e aspettare che passi questa calamità".

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