Lunedì, 8 Marzo 2021

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Ventilatore polmonare Ferrari-Iit, parla l'ingegnere di Maranello

Onorato al Citemos, festival sul futuro sostenibile di Vicenza

Vicenza, 8 ott. (askanews) - Per venire incontro all'elevata e improvvisa richiesta di ventilatori polmonari durante il lockdown, la squadra corse della Ferrari e l'Istituto italiano di Tecnologia hanno unito le forze per crearne da zero un modello economico, open source e realizzabile in serie con materiali di facile reperibilità. Si chiama chiama FI5 e il suo padrino è Corrado Onorato, innovation manager della Scuderia di Maranello, ospite del festival Citemos di Vicenza, dedicato allo sviluppo sostenibile.

"È un prodotto che nasce per fronteggiare l'emergenza quindi la prima caratteristica è che si tratta di un progetto open-source, chiunque può prendere il frutto del nostro lavoro e commercializzarlo senza alcun obbligo. Poi si interfaccia con persone sia in terapia intensiva sia sub intensiva, inoltre è robusto, siçuro, ha un consumo di ossigeno ottimizzato, un ricambio di CO2 ed è abbastanza economico se confrontato con prodotti sul mercato perché stimiamo possa costare meno 5.000 euro, in più è facile da usare e montare".

"È stata un'iniezione di adrenalina perché abbiamo sentito il dovere di fare qualcosa e ci abbiamo messo tutta la nostra passione, tutto il nostro impegno per fare qualcosa che fosse davvero utile. Abbiamo lavorato sodo, a dispetto di tanti che magari hanno colto l'occasione del lockdown per riposarsi un po', perché tutte le sere siamo andati avanti fino a tardi, sabato e domenica compresi, ma ci eravamo posti l'obiettivo di fine aprile e ce l'abbiamo fatta perché il 25 aprile è stato testato il primo prototipo".

"È stata un'esperienza formativa sia dal punto di vista professionale sia umano. Come spiega il nome è stato un connubio tra due realtà, due eccellenze come la Ferrari e l'Iit di Genova. Un'attività svolta, dal foglio bianco al primo prototipo, in sole cinque settimane. Ci ha insegnato molte cose: che si può lavorare bene unendo realtà che sono vicine dal punto di vista tecnologico, ma anche lontane come approccio: il nostro molto pragmatico e il loro più scientifico".

"È stata una anomalia che però ci ha insegnato che quello che facciamo normalmente come professione quotidiana è applicabile anche in altri campi quindi chissà che non si possa ripetere un'esperienza simile".

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