Martedì, 22 Giugno 2021

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Vincenzo Libri, l'italiano a capo dell'NIHR britannico

A Londra guida gli studi clinici sugli anticorpi monoclonali

Roma, 27 dic. (askanews) - Vincenzo Libri, laureato e specializzato in farmacologia clinica alla Sapienza a Roma, da trent'anni lavora a Londra: il percorso dell'italiano che dal 2016 guida il NIHR (National Institute for Health Research), braccio della ricerca del sistema sanitario pubblico nel Regno Unito. Dal maggio 2020 è anche a capo del programma vaccinale degli Ospedali dell'University College di Londra, nelle cui strutture si sperimenta il cocktail di anticorpi monoclonali contro il Covid prodotto dalla AstroZeneca.

"Mi sono sempre occupato di ricerca clinica; il mio background è soprattutto di tipo neurologico, la mia cattedra è presso l'Istituto di Neurologia dell'University College di Londra" spiega Libri.

"Come direttore dell'Istituto di ricerche cliniche ho la responsabilità dei vari studi. La nostra unità clinica si basa su due centri, uno che si occupa soprattutto di cancro e leucemia, l'altro di malattie degenerative, Alzheimer, Parkinson. Con l'inizio della pandemia per l'esperienza che ho in clinical trials mi è stato chiesto di prendere le redini del Programma Vaccino e abbiamo aperto un terzo centro dedicato ai vaccini e ai trials con anticorpi neutralizzanti. In termini clinici parliamo del trattamento con vaccino come immunizzazione attiva, e del trattamento con anticorpi come immunizzazione passiva".

E quanto alla sua vita londinese racconta: "In tutti gli aspetti della vita le cose succedono un po' per scelta, un po' per circostanze. Dopo la specializzazione volevo fare un'esperienza all'estero e il primo obbiettivo era andare negli Stati Uniti. Per motivi tecnici la mia partenza era stata spostata. La scelta di andare a Londra era temporanea, ma dopo trent'anni sono ancora qui. Senza alcun rimpianto; è stata una scelta impegnativa ma che mi ha dato molto dal punto di vista della formazione e dei traguardi. E' una cosa che riconosco alla cultura anglosassone; non ci sono limiti, non ci sono frontiere, non ha importanza se si proviene da qualunque paese. Le porte sono aperte a tutti".

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