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Domenica, 16 Giugno 2024
Film al Cinema

"Creed 3" è un grande incontro tra nemici-amici (che non soffre l'assenza di Stallone)

Prosegue la saga su Adonis Creed, cominciata nel 2015 e sequel degli iconici film sul pugile Rocky Balboa ideata da Sylvester Stallone, che però è il grande assente di questo nuovo capitolo che esce nelle sale cinematografiche italiane il 2 marzo

Michael B. Jordan torna ad interpretare il pugile Adonis Creed nel terzo capitolo della saga cinematografica sequel dei film di Rocky, che videro protagonista il grande Sylvester Stallone. Questa volta, oltre che come protagonista si cimenta anche dietro alla macchina da presa come regista. Ed è proprio per divergenze di opinioni circa la direzione (più cupa e introspettiva) intrapresa dalla regia di questo nuovo capitolo, che Stallone ha deciso inaspettatamente di uscire dal cast del film, pur rimanendo nella produzione. Partecipano al film anche Tessa Thompson (Passing), Jonathan Majors (Lovecraft Country) e Wood Harris (Blade Runner 2049). 

La trama

Cinque anni dopo gli eventi dei primi due film, il pugile Adonis Creed (interpretato dall’attore Michael B. Jordan), figlio del grande campione Apollo Creed, si è ormai allontanato dal ring per dedicarsi alla vita privata con la moglie Bianca (Tessa Thompson) e la piccola Amara e alla gestione della sua palestra, seguendo gli insegnamenti del suo mentore Rocky Balboa. L’idillio familiare è però stravolto dal ritorno di Damian “Diamond” Anderson (interpretato da Jonathan Majors), suo amico d’infanzia da poco uscito di prigione. Damian sostiene di essere stato condannato per una rissa avvenuta per colpa del piccolo Creed, ed è dunque tornato per ottenere la sua rivincita, sia sul ring che nella vita. Adonis dovrà mettere in gioco tutto sé stesso e il suo futuro per combattere contro Damian, che al contrario di lui non ha nulla da perdere.  

Un film introspettivo che non soffre l'assenza di Stallone

Questo nuovo capitolo del franchise di Creed si apre all’insegna della maturità, dello sviluppo personale e familiare del protagonista, che si è ormai ritirato del mondo della boxe e si sta adattando ad un nuovo stile di vita. Proprio da questa impostazione iniziale si comprende come l’intero film segua una strada molto più intimista e riflessiva, sia rispetto ai due film precedenti, che (in modo evidente) dalla saga originale dei film sul pugile Rocky Balboa. Si può dire infatti che nel corso del film è dato ampio spazio alla narrazione personale dei personaggi, in modo tale da mostrare e permette la comprensione dei loro gesti, delle loro intenzioni e motivazioni. Una prospettiva nuova che consente di entrare in intimo contatto con i sentimenti e gli stati d’animo di Adonis, il che permette al pubblico di concentrarsi su di lui senza, bisogna ammetterlo, sentire più di tanto la mancanza di Sylvester Stallone. 

La saga ormai ha trovato la sua strada e Michael B. Jordan è perfettamente in grado di portare avanti la trama da solo, e lo fa in maniera egregia anche dal punto di vista registico; la lunga sequenza centrale in cui vengono mostrati in maniera parallela gli allenamenti dei due contendenti al titolo dei pesi massimi è il culmine del lavoro che Jordan ha cercato di costruire lungo tutta la pellicola, caratterizzata da un ritmo via via sempre più incalzante ed una colonna sonora accattivante. Le scene dedicate al pugilato sono ben calibrate, forse meno di quelle a cui siamo stati abituati nei film precedenti ma certamente ben coreografate e spettacolari. Sicuramente una nota di merito spetta alla new entry del cast, l’antagonista di questo film, interpretato egregiamente da Majors, un personaggio in cerca di vendetta e riscatto, pronto a tutto per ottenere ciò che ritiene gli sia stato portato via ingiustamente e che gli spetti di diritto. Il film, con l’ultimo incontro di Adonis Creed contro il suo migliore amico d’infanzia, suona come un commiato del personaggio, ormai sempre più convinto che sia giunto il momento di appendere i guantoni al chiodo. Eppure, Jordan sembra aver già confermato la produzione di un quarto capitolo, sarà dunque interessante vedere quale strada prenderà il suo personaggio in futuro, e se magari come è stato per il personaggio di Rocky, diventerà anche Creed il mentore di un nuovo campione. 

VOTO 7.5

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