Domenica, 21 Luglio 2024
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Elemental, quando l’amore è in grado di alterare la chimica

Peter Sohn, già autore del film Il viaggio di Arlo nel 2015, torna al cinema con un nuovo lungometraggio d’animazione targato Disney Pixar dal titolo Elemental, che esce nelle sale cinematografiche italiane dal 21 giugno

Prende spunto dalla storia personale del regista Peter Sohn, figlio di immigrati coreani in America, questo nuovo film d’animazione che pone al centro della storia il viaggio, la ricerca di un proprio posto nel mondo, i sogni per un futuro migliore in terra straniera ma anche le difficoltà della convivenza e il rifiuto dell’accoglienza. Temi non nuovi in casa Disney e Pixar, anzi, temi che ritornano in una nuova versione sottolineando sempre di più la strada intrapresa con film come Red o il più recente Strage World, questa volta però declinanti in una romantica storia d’amore (forse) impossibile. Nella versione italiana le voci dei protagonisti sono quelle di Stefano De Martino e Valentina Romani (star della serie Rai Mare Fuori). Nella colonna sonora anche una canzone originale adattata per il pubblico nostrano da Mr Rain e intitolata Per sempre ci sarò. 

La trama 

Ember, una giovane molto legata alla sua famiglia, è figlia di immigrati dalla Terra del Fuoco e vive nel quartiere di Firetown nella città di Elemental, una grande metropoli dove convivono i quattro elementi. Piena di voglia di fare e pronta a sostituire i genitori non appena andranno in pensione alla guida del loro negozio Il Focolare, non ha mai lasciato il suo quartiere. Un giorno però a causa di una perdita dalle tubature sotto al suo negozio, conosce Wade, suo coetaneo appartenente all’elemento dell’acqua. Il giovane è molto empatico e compassionevole e i due si troveranno a collaborare per salvare Firetown dall’acqua, ma questa avventura li porterà anche a scoprire quanto hanno in comune nonostante le apparenti diversità. 

Uno spettacolo visivo a servizio di importanti valori

Questo nuovo film d’animazione Disney Pixar è innanzitutto un tripudio di forme e colori, un grande caleidoscopio che approfitta egregiamente dei giochi grafici e visivi che i diversi elementi offrono sullo schermo. Dal punto visivo, infatti, i film affascina e fa sognare, con una metropoli come Elemental che ricorda le più grandi città americane tra edifici altissimi e strade super trafficate. Il film sembra raccogliere il testimone direttamente da Inside Out del 2015 per arrivare ad un livello superiore. Dal punto di vista narrativo l’espediente di base è quello della più semplice delle storie romantiche che a partire da Romeo e Giulietta ci hanno proposto l’amore difficile tra due personaggi che apparentemente sono impossibilitati a restare insieme. In questo caso però, la trama si fa portatrice di quei valori che negli ultimi anni sono protagonisti di tutti i film Disney: inclusione, accoglienza, immigrazione, superamento delle differenze e delle difficoltà. In più, la pellicola si pone come uno specchio della società americana degli anni ’50, un mondo in forte crescita visto come la meta da sogno per tante persone che lì si trasferirono per inseguire un futuro migliore e di successo. Elemental colpisce il segno in questo senso, arriva al cuore e consegna il messaggio. Nel complesso però, il procedimento della trama è estremamente semplice e lineare, senza particolari elementi di inventiva o di innovazione. Il cuore del film sono i due protagonisti e il messaggio che la loro storia vuole dimostrare, un’esaltazione della bellezza interiore, un superamento delle difficoltà solo rimanendo uniti e lasciandosi alle spalle i pregiudizi. Elemental non è un film al livello di grandi capolavori targati Disney Pixar come Up e Coco o come Encanto, ma riesce comunque a risollevare il morale del pubblico dopo l’insuccesso dell’ultimo Strange World.

Voto: 6.5 

Elemental, locandina

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