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Domenica, 23 Giugno 2024
Film al Cinema

"Killer Elite", un action-movie stereotipato tratto da una storia vera

Ispirato al romanzo di un ex militare inglese, il film spreca una buona idea di partenza e cast promettente: troppi clichés e sceneggiatura contorta

Non bastano un buon soggetto, scottante al punto giusto e ispirato a una storia vera, un gruppo di attori ben affiati capitanati da Jason Statham e Clive Owen e un vecchio leone come Robert De Niro ormai avviato sulla via del divertissement senza pensieri per fare un bel film d'azione.

"Killer Elite" (nessuna parentela con l'omonimo film di Sam Peckinpah) brucia troppa carne al fuoco senza davvero centrare mai il bersaglio, lasciando un senso di insoddisfazione per aver sprecato gli ingredienti di partenza.

Ispirato al libro di Ranulph Fiennes sui crimini commessi dalla SAS (Servizi Aerei Speciali Britannici) durante la guerra segreta nell'Oman nei primi anni Ottanta, il film diretto dall'esordiente Gary McKendry si rivela un trito action-movie con una sceneggiatura sfilacciata e inutilmente concorta che cerca di tenere insieme le fila di una spy-story poco convincente, soffocata da sequenze d'azione di scarsa originalità.

La storia è poi appesantita dal solito corollario di clichés sull'amicizia virile, l'appartenenza al gruppo, la storia d'amore e l'eroe con la sindrome di Cincinnato, ritiratosi in campagna a fare il contadino ma costretto suo malgrado a riprendere in pugno le armi (l'espressione svogliata di Jason Stratham è quella giusta e il ruolo richiama quello del Fattore nella versione cinematografica di "Dungeon Siege").

Si salva in parte la ricostruzione d'epoca e la fotografia sporca e sgranata, tra i deserti dell'Oman, gli spazi verdi dell'Australia e il grigiume di Londra. 

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