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Mercoledì, 24 Aprile 2024

La recensione

Marianna Ciarlante

Giornalista

Maestro, un film emozionante che conferma la grandezza di Bradley Cooper

Lo si capiva già dai tempi di A Star is Born che dietro Bradley Cooper si nascondeva non solo un grande attore ma anche un potenziale grande regista. Oggi, con Maestro, il suo nuovo film sulla storia del musicista Leonard Bernstein, che lo vede sia davanti che dietro la macchina da presa, Cooper trova la sua consacrazione, conferma la sua grandezza e riesce a regalare prima al pubblico della Mostra del Cinema di Venezia, dove ha concorso alla vittoria del Leone D'Oro, e poi al pubblico di Netflix, grandissime emozioni. Davanti a questa storia, che viene proposta sul grande schermo con grande tatto, delicatezza e rispetto, è impossibile trattenere le lacrime, è impossibile non restare travolti da questa grande storia di arte e d'amore che travolge in tutto il suo realismo regalandoci un turbinio di emozioni dalla gioia alla tristezza, dalla rassegnazione all'ansia, dall'euforia all'apatia, sensazioni che restano dentro anche dopo che i titoli di coda hanno finito di scorrere sullo schermo e i riflettori della sala cinematografica o della stanza in cui ci si trova tornano ad accendersi.

Maestro, prodotto da Steven Spielberg e distribuito da Netflix, non solo è un biopic che racconta un'icona della musica ma anche un film complesso che muta continuamente, che si evolve con il passare del tempo e che riesce a spiegare, per immagini, cosa significa davvero essere un grande artista e vivere con la consapevolezza e responsabilità di avere tra le mani un grande dono. Bradley Cooper entra nei panni di Leonard Bernstein in maniera così naturale da diventare una sua estensione. Cooper è camaleontico, credibilissimo, magnetico, ha una forza comunicativa capace di bucare lo schermo non solo con le parole ma anche con i silenzi e costruisce una sceneggiatura talmente coerente ed efficace che non innamorarsi di una storia d'amore, di vita e di arte così struggente come quella tra Berstein, sua moglie e la sua musica, diventa impossibile. Così, da spettatori, accompagniamo Leonard Bernstein quando fa il suo debutto come direttore d'orchestra, quando non riesce a trovare un equilibrio tra la propria arte e la propria vita privata, quando non riesce a trovare un senso all'introversione di essere artista e l'estroversione di essere performer, quando non riesce a coniugare gli obblighi familiari e quelli artistici. Lo seguiamo con lo sguardo e con il cuore quando si innamora, quando il suo matrimonio fallisce, quando impara dai suoi stessi errori e quando si perde, con anima e corpo, dentro la magia della propria musica. 

Maestro è un film ampio, d'impatto, mutevole, una grande opera d'arte che cambia a seconda dei cambiamenti dei propri protagonisti. Si inizia in bianco e nero per finire a colori, si comincia con l'euforia della gioventù per arrivare, alla fine, alla saggezza e rassegnazione della vecchiaia e ogni momento, di questo viaggio, abbraccia diversi generi di racconto dal biopic al romantico, dal documentario al musical creando un insieme di tante piccole parti di un puzzle che, nel suo complesso, risulta sempre sensato, giusto, coerente e bellissimo. 

Emozionante, d'ispirazione, commovente, Maestro di e con Bradley Cooper è un film che coinvolge, travolge e ci dimostra che, per creare una grande opera, serve sensibilità, capacità comunicativa e generosità nei confronti del proprio pubblico e queste qualità, Bradley Cooper, le ha tutte, sia davanti sia dietro la macchina da presa. 

Voto: 8

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