Domenica, 21 Luglio 2024
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Scordato, il viaggio nel passato di uomo firmato da Rocco Papaleo

Esce nei cinema il 13 aprile con Vision Distribution il nuovo film diretto dall’attore lucano

A tredici anni di distanza da Basilicata coast to coast, il film che ha rivelato il talento narrativo di Rocco Papaleo, l’attore e regista torna nella sua terra per un viaggio che, da geografico, si fa molto più introspettivo e intimo. A compierlo, nel nuovo film “Scordato”, in uscita in sala giovedì 13 aprile,  è il personaggio interpretato dal regista, Orlando, che sarà spinto a ripercorrere i passi di un’esistenza accidentata da un incontro speciale, quello con la fisioterapista Olga, interpretata da Giorgia. Un viaggio sempre in compagnia di se stesso, giovane e inquieto, un "doppio" che cerca di stimolarlo e che è interpretato da Simone Corbisiero, mentre l’ingombrante sorella Rosanna ha il volto di Angela Curri.

Scordato, la trama del film di Rocco Papaleo

Orlando è un sessantenne stanco e depresso a cui è capitato di fare il lavoro di accordatore di pianoforti. È tormentato da dolori alla schiena e un giorno incontra una fisioterapista, appassionata di musica, che riconosce nel suo problema i segni di qualche frattura emotiva somatizzata. Per aiutarlo a recuperare il benessere perduto gli chiede di recuperare una foto di lui giovane, per esaminarne la postura. Ma recuperare una foto di quarant’anni prima, per Orlando, vuol dire tornare al suo paese, Lauria, e affrontare un passato da cui è fuggito, riaprendo porte che è determinato a tenere ben chiuse.

A compiere questo complesso viaggio nelle sue radici, Orlando non sarà solo. Da tempo infatti, nella vita dell’uomo c’è un’ingombrante presenza. Il suo sé ventenne che, apparso nel momento di maggiore sconforto, cerca di convincerlo a guardarlo in faccia e a scuoterlo. Il percorso di Orlando si rivelerà difficile, ma anche sorprendente e, finalmente, liberatorio. E lo porterà a liberarsi di pesi e dolori, emotivi e fisici e a ritrovare se stesso e la passione per la vita.

Il viaggio di un uomo in cerca di pace con il passato

Scordato, il nuovo film diretto da Rocco Papaleo, può sicuramente essere definito, per diversi motivi, sorprendente. Se la vena malinconica non era assente nemmeno nei precedenti lavori del regista, in questo diventa la cifra predominante e anche la chiave che porta il personaggio, lentamente, faticosamente, ad agire e a liberarsi dei suoi fantasmi, rituffandosi in quel passato troppo a lungo fuggito e che pure, tra dolori e delusioni, racchiude ancora il germe di una felicità possibile.

Il film è un viaggio intimo nella vita di un uomo, che, di fronte a un grande trauma, ha scelto di scappare, di allontanarsi. Ma se cambiare paese e regione è una cosa che si può fare agevolmente, scappare da se stessi, invece, non si può. E per questo Orlando non ha solo cambiato città, ma si è nascosto alla vita, che è rimasta in qualche modo cristallizzata al momento della sua più grande delusione, mentre passavano inutilmente su di lui, i mesi, gli anni, i decenni.

Arrivato ai 60 anni però, Orlando non può fare altro che sentirsi sconfitto e, come dirà la sua coscienza giovanile "incompiuto". Queste cose lui le sa bene, perché il suo sé giovane lo tormenta da tempo. Gli è apparso nel momento più buio, con l’intenzione di scuoterlo e riportarlo alla responsabilità e alla bellezza della vita. Per far sì però che Orlando passi all’azione, ci vuole, come spesso capita, lo sguardo di qualcun altro che si posa su di lui, sui suoi acciacchi, fisici ed emotivi, e lo spinga a liberarsene. Il ruolo di deus ex machina in questo caso lo riveste l’empatica fisioterapista Olga, interpretata dalla cantante Giorgia, molto a proprio agio davanti alla macchina da presa pur essendo al suo esordio su un set cinematografico.

Il gioco del "doppio" funziona benissimo, anche grazie al bravo Simone Corbisiero, per raccontare l’esperienza universale che, prima o poi, ci troviamo tutti a fare: confrontarci con speranze, desideri e inclinazioni della nostra giovinezza, per capire quanto il percorso più o meno accidentato delle nostre vite ci abbia allontanato dai nostri iniziali entusiasmi.

E poi, ci dice anche Papaleo, a salvarci c’è sempre anche l’arte: le melodie meravigliose che possono uscire da un pianoforte scordato, ma curato con sapienza, proprio come Orlando fa ogni giorno sugli strumenti da aggiustare e come Olga fa con lui. E la poesia, la passione che il protagonista condivideva con la sua disgraziata sorella, amatissima e quindi poi odiatissima, così simile e così diversa da lui, che non ha mai smesso di tenerla nell’ammaccato cuore e nei versi tenuti nascosti, segreti.

Tutto il senso del film che è soprattutto il racconto di un percorso di accettazione e quindi di pacificazione, è racchiuso nella bella battuta: “A ben vedere, l’accordatura perfetta è una somma di tante piccole scordature”.

Voto: 6,5

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