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Martedì, 16 Aprile 2024
Cinema

Il produttore dei Simpson viaggiò sul Titan: "Morire faceva parte del pacchetto"

Mike Reiss racconta alla CNN la spedizione fatta la scorsa estate sul relitto del Titanic

La scomparsa del Titan ha tenuto tutto il mondo con il fiato sospeso, fino alla notizia della quasi certa implosione del sottomarino - proprio nei pressi del Titanic, dove era diretta la spedizione - che ha provocato la morte delle 5 persone a bordo. Una tragedia annunciata considerando gli scarsi requisiti tecnici del sommergibile di cui si sta parlando da giorni, e a confermarlo sono diversi "ex esploratori" che hanno provato il brivido di quel viaggio. 

Tra questi anche Mike Reiss, scrittore e produttore dei Simpson. Il 63enne ha raccontato la sua avventura alla CNN: "Ho viaggiato nel sommergibile Titan meno di un anno fa, nel luglio 2022. Immergersi verso il Titanic è stata un'esperienza emozionante, maestosa, irripetibile, ma la catastrofe era sempre vicina nella tua mente". Insomma la possibilità di morire era da mettere in conto: "Ti fanno firmare una rinuncia che descrive tutti i modi in cui potresti morire". Asfissia, schiacciamento, oppure annegamento. Lui ha firmato: "La morte viene menzionata tre volte nella prima pagina, salutai mia moglie con un bacio prima di andarmene pensando che avrei potuto non rivederla più. In breve, il disastro faceva parte del pacchetto".

Il viaggio fino al Titanic

Reiss racconta tutto di quel viaggio che ha dell'incredibile: "Durante le 10 ore sul Titan mi sentii in uno stato di concentrazione e calma che non avevo mai provato prima. Nonostante l'eccitazione e la trepidazione, mi addormentai durante la discesa - ricorda il produttore americano - Ci vogliono due ore e mezza per scendere le due miglia e mezzo fino al fondo dell'oceano, e il sottomarino è silenzioso, buio e comodo. Mi sono svegliato dal mio sonnellino pensando di essere a casa, a letto, prima di rendermi conto di essere in un tubo d'acciaio a 13.000 piedi sotto il mare". Qualcosa però era andato storto: "Si resero conto di essersi persi sul fondo dell'oceano. La bussola girava in modo irregolare, il Titanic risultava essere a 500 metri di distanza ma non riuscivamo a trovarlo nell'oscurità". Stockton Rush, amministratore delegato di OceanGate, la società che gestisce le escursioni dentro il relitto del Titanic, era a bordo anche quella volta: "Ci sono volute tre ore, ma ci siamo riusciti. Non c'era panico a bordo, solo concentrazione". E la stessa situazione è sicuro ci sia stata anche stavolta, anche se l'epilogo è stato tragico: "Sono contento che Rush era a bordo del sottomarino Titan scomparso, sono certo che abbia studiato ogni possibilità di salvataggio, senza mai perdere la calma, creando un senso di calma tra l'equipaggio".

La premonizione del disastro in una puntata dei Simpson

Non è stata certamente suggestione la premonizione del disastro del Titan in una puntata dei Simpson, visto che parliamo di un episodio andato in onda nel 2006 (in Italia l'anno dopo), dunque 15 anni prima del viaggio di Reiss. In questa puntata, comunque - come in molti fanno notare sui social - accade una cosa simile, con un sommergibile che rimane a centinaia di metri sott'acqua senza ossigeno. 

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