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Mercoledì, 19 Giugno 2024

La recensione

Valentina Di Nino

"Vangelo secondo Maria", il film con Benedetta Porcaroli è incantevole

Arriva nei cinema giovedì 23 maggio, Vangelo secondo Maria, il nuovo film di Paolo Zucca, prodotto da Sky e distribuito da Vision, tratto dal libro omonimo di Barbara Alberti  (che cura la sceneggiatura), con protagonisti Benedetta Porcaroli nei panni di Maria, la madre di Gesù, e Alessandro Gassman che interpreta l’attempato padre putativo Giuseppe. Nel cast ci sono anche Lidia Vitale e Leonardo Capuano nelle vesti di Anna e Gioacchino, Maurizio Lombardi che interpreta il folle Erode, e Giulio Pranno che è l’implacabile Angelo arrivato a sconvolgere la vita di Maria.

Vangelo secondo Maria, la trama

Maria è un’adolescente scapigliata, irrequieta e ribelle, come sono tutte le adolescenti di ogni luogo e di ogni epoca. Si aggira per la Nazareth avanti Cristo come un’anima in pena, insofferente delle costrizioni e alla ricerca della sua strada nella vita. Selvatica, scaltra e luminosa, ha dalla sua la determinazione assoluta a sottrarsi al destino di essere barattata per finire nel letto di qualche vecchio pastore per dargli, come si conveniva, qualche figlio e assistenza domestica gratuita fino alla fine dei suoi giorni.

Maria sa di essere un problema per la madre e il padre, che vorrebbero scambiarla per migliorare la propria posizione sociale, come si faceva prima e come si farà per moltissimi secoli a venire con le figlie femmine, ma nonostante tutto non ha intenzione di abbandonare le sue ambizioni per la misera ricompensa di guadagnarsi l’affetto e la stima della famiglia.

Le sue ambizioni le scopre, paradossalmente, tramite i sacerdoti, che mentre, ogni settimana, ribadiscono le leggi ingiuste che soffocano la vita di Maria, svelano anche che, al di là di Nazareth, di quella terra pietrosa e misera, c’è un mondo intero di avventure e conoscenza. Ed è allora che Maria inizia a cullare il sogno che la rende una reietta. Un sogno di libertà e  sapere. Un sogno che a lei, e a tutte le creature come lei, non è permesso. Per realizzarlo, Maria si farà furba: troverà un prezioso alleato, il saggio Giuseppe, con cui farà un patto basato sul reciproco interesse e il rispetto delle apparenze. Ma quel rapporto, partito su basi chiare, si svilupperà in modo inaspettato, fino a quando arriverà l’Angelo, messaggero di Dio ad annunciare a Maria, che qualcuno, ancora una volta, ha deciso della sua vita.

Vangelo secondo Maria: un presepe terrigno, profondamente umano e irriverente

È incantevole questo film di Paolo Zucca: una storia umana e terrigna ma in cui incombe il magico, l’inspiegabile, l’ignoto che attrae tanto l’irrequieta giovane protagonista. Perché in quel mondo arcaico dove le è toccato di nascere, una Galilea pasoliniana ricostruita nell’interno della Sardegna, ancora quasi tutto è ignoto, ma per lei, che è condannata all’ignoranza per legge in quanto donna, la mancanza di sapere è ancora più sconfinata, limitante e dolorosa. La lacera, quella mancanza, più della miseria, più della vergogna dei genitori, più della solitudine a cui è condannata per il suo imperdonabile desiderio. Quando la situazione sembra disperata, arriva l’incontro con il saggio Giuseppe, che possiede quel tesoro da lei tanto bramato, e l’unica cosa che vuole Maria è che lui condivida quel tesoro, diventando suo maestro. E’ questo che nasconde la mossa furba di un matrimonio contratto solo per forma che, intrappolandola per finta, la libera per davvero.

Giuseppe è empatico, colto, solo e al tramonto. E accoglie Maria con tutta la comprensione che ha, per le sue inquietudini, le sue insofferenze, le sue ambizioni e anche per la sua giovinezza che regala linfa nuova anche ai suoi tanti anni. E’ una figura bellissima, questo Giuseppe così comprensivo, così sapiente, ma che poi, all’improvviso, diventa umanissimo anche lui, quando lo punge l’ago della gelosia, della frustrazione, di una sofferenza sincera e profonda come i suoi sentimenti silenziosi.

La gelosia si scatena quando arriva la notizia delle notizie, grazie all’Angelo che  cala dall’alto sull’esistenza di Maria proprio quando lei era finalmente arrivata a un passo dal sogno di partire per una vita di avventure. Questo essere soprannaturale, che è un po’ un burocrate celeste, si limita a svelarle che è in attesa del figlio di Dio, e quando Maria, comprensibilmente, chiede altre spiegazioni, lui si limita a dire che “tutto era già scritto”. Ed eccola una nuova imposizione, una nuova prepotenza  su questa creatura di cui tutti, addirittura Dio, vogliono disporre.

Ma la Maria di Benedetta Porcaroli è sanguigna, umana e indomabile. Piccola com’è vuole parlare con Dio, vuole “ragionare” con Dio e vuole convincerlo a darle ciò che più desidera, la sua libertà, in un dialogo disperato e rabbioso contro l’ennesimo che ne vuole cancellare l’autodeterminazione. E’ tesa, ruggente e sempre con il rischio di essere schiacciata questa ragazzina con cui non si può che empatizzare. Nella sua figura minuta e bruciante vibra un urlo contro secoli di educazione violenta che ha schiacciato le donne, soprattutto negli anni in cui sbocciano, per addomesticarle subito a un futuro in cui “tutto è già scritto”.

La ribellione di Maria che arriva all’estremo, è impossibile, perché l'altro tema di questo bel film è ancora più universale e impegnativo, ovvero: quanto, nelle nostre vite, dipende da scelte individuali, e quanto invece, è legato a un destino in cui tutto è già scritto?

Il Vangelo secondo Maria è un film suggestivo, sensibile e anche venato di un’ironia pungente che colora la storia di tocchi irriverenti e dà ancora più dimensione a questo incisivo presepe sardo antico, che rende ancora più umani questi Giuseppe e Maria così veri, così intelligenti, così imperfetti, così diversi e così aggrappati l’uno all’altro che, alla fine, trovano il loro modo per non tradire se stessi ma anche per andare incontro al loro complicato destino.

Voto: 7

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