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Venerdì, 21 Giugno 2024
L'intervista a Today

Baby K: "Mi proporrò a Sanremo. Oggi la musica è consumata in fretta, al limite del tossico"

La cantante - unica artista italiana, insieme a Giusy Ferreri, ad avere ottenuto un disco di diamante col singolo Roma Bangkok - si racconta a Today tra il nuovo brano "Fino al blackout" ("Mi vedrete più maliziosa, per la prima volta sono anche produttrice") e progetti futuri

La maggior parte la conosce per i tormentoni ("Roma-Bangkok", "Voglio ballare con te", "Da zero a cento" per citarne qualcuno), ma Baby K in realtà è anche altro. Cantante cosmopolita (nata a Singapore ha viaggiato in lungo in largo prima di fermarsi per qualche anno in Gran Bretagna dove affondano le sue radici musicali e approdare poi in Italia). Ecco cosa ci ha raccontato in occasione dell'uscita del singolo (e relativo videoclip) dal titolo "Fino al blackout".

Che periodo è della tua vita?

"Di maggiore consapevolezza. Ho avuto modo e tempo per fare delle riflessioni su me stessa, su chi sono io e anche di riflettere sullo stato delle cose e della musica".

E a che punto è la musica in Italia?

"La musica è consumata ormai in fretta, è difficile affezionarsi ai brani, è tutto molto veloce e superificiale, al limite del tossico per gli artisti. Dal punto di vista dello streaming e dell'industria mi fa molto piacere che si sono esposti degli artisti come Ghemon con un post molto azzeccato e giusto (il riferimento è a una polemica del cantante dopo la pausa di Sangiovanni per preservare la propria salute mentale. Ghemon ha detto: "L'industria musicale attuale promuove il culto dei numeri", ndr)".

La pensi come lui, quindi?

"Credo che spesso ci rimettono gli artisti, ma proprio per la salute mentale. Pensando a Sangiovanni, io sono felice di vedere che sono usciti degli argomenti a cui si sta prestando attenzione".

Prima non era così?

"Una volta dovevamo stare molto attenti a non creare panico, polemiche. Dovevamo far vedere sempre il giardino in perenne fioritura".

Raccontaci qualcosa del nuovo singolo: qual è stata la genesi?

"Con "Fino al blackout" sono voluta andare oltre le aspettative. I tempi sono cambiati, le tendenze anche e io non ho voluto banalizzare il mio percorso. C’è una Baby K più maliziosa, ma per i più attenti ci sono anche dei richiami ai miei esordi. E poi mi sono goduta tutta la creazione: per la prima volta sono state anche produttrice".

Spesso sei soprannominata la "regina dei tormentoni", è una definizione che ti va stretta o la rivendichi?

"Io sono molto orgogliosa del mio percorso, vuol dire che sono riuscita a ripetermi con successo. Posso solo dire che magari mi pesa quando vogliono inscatolarmi in una sola cosa".

Sei la prima donna italiana ad aver ottenuto un disco di diamante per un singolo, Roma-Bangkok con Giusy Ferreri. Che effetto ti fa?

"Ancora fatico a realizzarlo. Non me lo aspettavo di certo, è spilla che mi porto sul petto".

Il fatto che tu sia l'unica donna pensi sia una questione di genere?

"Per molti anni le statische ci dicevano che anche in America gli artisti di sesso maschile erano più streemmati. È bello vedere che le cose stanno cambiando".

Dopo "Fino al blacktout" ci sarà un progetto più ampio?

"Sì, l’obiettivo è continuare a tirare fuori altri singoli di vario tipo con vari modi di scrittura. Anche cose più canoniche se si pensa al mio mondo e cose che invece riportatno un pizzico ai prmii tempi. Porterò la mia musica in giro ma sarà anche molto in studio. Magari un disco un po’ più in là. E poi vorrei propormi a Sanremo, visto che non l’ho mai considerato davvero".

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