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Mercoledì, 17 Aprile 2024
Musica

Ligabue risponde agli animalisti: "Mai indossato un pellicciotto"

Il cantante era finito nel mirino di un'associazione animalista per la pelliccia indossata nel video di "Siamo chi siamo"

"Ligabue... Perchè?": con questa domanda, apparsa nei giorni scorsi su manifesti e volantini con cui è stata tappezzata Correggio, la città natale del rocker, l'associazione "100% Animalisti" si è scagliata contro il cantante, "colpevole" di aver indossato una pelliccia nel video del suo ultimo singolo, "Siamo chi siamo".

"Il suo giaccone è fatto con la pelle di animali assassinati e scuoiati - avevano sentenziato - Perché ha accettato di apparire con un indumento che gronda sangue? Il messaggio che manda è inaccettabile, riteniamo ne perda in credibilità e in immagine. L'uso della pelliccia va criticato e ostacolato, non avallato indossandola. 

Dopo aver fatto un po' placare la tempesta iniziale, Ligabue ha risposto sulla sua pagina Facebook: "Più di tre mesi fa abbiamo deciso di girare un video sulla canzone 'Siamo chi siamo'. Volevamo un filmato leggero, che fosse capace di strappare un sorriso e allora ho deciso di mettermi in gioco chiedendo alla costumista di trovare gli abbigliamenti più balordi e assurdi che avrebbe potuto. E così per la prima volta in vita mia ho indossato boa di struzzo, salopette, giacche fluorescenti, cappelli, occhiali colorati anni sessanta e, per l’appunto, un pellicciotto. L'unico capo già indossato, a ricordare la mia tamarraggine primi anni '90 era un gilet tailandese. Il risultato voleva essere volutamente buffo - si legge ancora nel post - Il video è piaciuto a tantissimi. Soprattutto perché, conoscendomi, ognuno ha capito la giocosità di quella situazione. Penso che se qualcuno avesse mai la malsana idea di comprare un pellicciotto, vedendo quanto ridicolo risulti addosso a me, se ne guarderebbe bene dal farlo. Detto questo per lo stesso motivo per cui non ne ho mai indossato uno in passato (se non per il gioco di questo video) è evidente che non lo farò mai in futuro. Non fosse altro perché il mio (eventuale) cattivo gusto non arriva a tanto".

A chiarire la vicenda anche il manager Claudio Maioli: "Voglio precisare - ha aggiunto - viste le insinuazioni di questi giorni, che Ligabue non ha nessun contratto commerciale o di sponsorizzazione con alcuno stilista".

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