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Lunedì, 22 Aprile 2024

La recensione

Paolo Aruffo

Collaboratore

Qual è la vera canzone da ascoltare nel nuovo album di Mahmood

Dieci tracce in cui si avverte con chiarezza la penna e il sound dello stesso interprete. Si tratta di "Nei letti degli altri", il terzo album di Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood. Il cantautore milanese, classe 1992, ha lanciato il nuovo progetto discografico a pochi giorni dalla fine del Festival di Sanremo 2024, dove si è posizionato sesto con "Tuta Gold" (contenuta nel disco, al primo posto nella TOP50 Italy su Spotify). Qui Mahmood continua sulla strada già tracciata dal precedente disco  "Ghettolimpo". Sound contemporanei e accattivanti, impreziositi dalla voce dell'artista, con il suo timbro particolare e riconoscibile. L’artwork della cover (meravigliosa) è stato ancora una volta affidato al visual artist e fotografo Frederik Heyman, che - con il suo immaginario surreale creato con l’ausilio della tecnologia 3D - ha collaborato con le più importanti star internazionali. Si rinnova il percorso iniziato con “Cocktail d'amore”, il singolo uscito lo scorso novembre che si è posizionato per due settimane al #1 posto nella classifica dei brani più trasmessi in radio.

Nei letti degli altri

"Nei letti degli altri": top e flop

Nel complesso l'album è godibile. Seducente il claim simbolico del "letto", inteso come "spazio personale amplificatore di emozioni comuni, in cui tutto accade: si dorme, si sogna, ma si rimane anche svegli a pensare, soffrire, amare, leggere, osservare, e il tempo assume varie velocità", viene spiegato a proposito del progetto discografico. E ancora: "Nei confini del letto ci si confronta con se stessi e si esplorano i rapporti umani; il microcosmo fatto di lenzuola e cuscini diventa una scenografia di vita, la metafora di una casa in cui potersi rifugiare, un posto sicuro in cui si sa che si può sempre far ritorno". L'intro feat Slim Soledad va preso per quello che è. Un intro, appunto. Niente di più. Tutt'altro discorso, logicamente, per gli altri brani.

Tra questi spiccano "Nel tuo mare", "Stella cadente" e "Nei letti degli altri". "Nel tuo mare" è una poesia in musica, la vera chicca del progetto discografico: "Accetta le mie paure, lo hai fatto sempre", canta Mahmood. La melodia, come una ballad romantica, culla l'ascoltatore trascinandolo veramente in un mare, profondo, negli abissi di suoni eleganti e malinconici. Il brano contiene anche il verso "Sembravamo impazziti. Siamo mai stati felici?" utilizzato anche nella campagna promozionale che ha anticipato il disco. Un'idea geniale - quella di scrivere alcune frasi su materassi abbandonati temporaneamente nelle principali città italiane (Milano, Napoli e Roma) - che però lascia qualche dubbio sull'aspetto prettamente ambientale. Tornando alla musica. In "Stella Cadente", invece, il sound è differente. La batteria dà un ritmo incalzante, di quelli che fanno battere il piede sul pavimento. Ma senza che esploda mai veramente. Insomma, non si balla, ma può tranquillamente accompagnare una corsetta domenicale al parco. Infine "Nei letti degli altri", che dà il titolo all'album. Chi conosce Franco126 potrebbe per un attimo sentirci qualcosa del cantautore romano. Ma bastano pochi secondi per riconoscere lo stile di Mahmood, che lo rende un unicum nel panorama musicale italiano. Fatto, questo, che non può non essere considerato.

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GAZOMETRO (Roma) - Promozione Mahmood-2

Il mistero delle tracce dell'album

Quello che in molti potrebbero non sapere è che, in realtà, l'album non contiene 10 tracce, bensì 13. Al momento, infatti, mancano 3 tracce. Ma non si sa se si tratti di collaborazioni né che tipo di brani aspettarsi. È intuitivo pensare che le tracce mancanti non si distanzieranno troppo da quanto può già essere ascoltato. Tra i commenti sotto ai post di Mahmood c'è chi sogna un duetto con l'amica e collega Elodie. A proposito di social, ecco il commento di Mahmood nel giorno del lancio dell'album. 

Con un post Instagram condiviso nel giorno della pubblicazione del disco, Mahmood ha scritto: "In questi ultimi tre anni sento di essere cambiato molto. Ho cercato di togliermi di dosso più sovrastrutture possibili, anche nel relazionarmi con le persone.
Ho vissuto in più case, dormito nei letti di nuove città ripensando tutto il tempo al perché da bambino sognavo di fare quello che ho la fortuna di fare oggi. Per questo nuovo viaggio ringrazio le persone che mi hanno sostenuto e sopportato nei miei ripensamenti e nelle mie ricerche artistiche". Infine ha concluso: "É nei letti degli altri che spesso ritroviamo noi stessi. Spero che in questo disco possiate ritrovare una parte di voi. Grazie". E intanto si prepara per iniziare il tour, qui tutte le date e le info sui biglietti.

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