Sabato, 20 Luglio 2024
Servizio scadente / Regno Unito

Funerale da incubo: la bara si apre durante la cerimonia

La storia raccontata dalla famiglia di Edith Elvira Paul, una donna di 84 anni di Leeds, nel Regno Unito: "È stato come vivere un film dell'orrore"

Affrontare la perdita di una persona cara è sempre difficile. Il dolore e il lutto sono inevitabili, con l'apice che si raggiunge nel giorno dei funerali, l'ultimo triste saluto con cui congedarsi, si spera nel migliore dei modi, dalla persona defunta. Una cerimonia importante che si è tramutata in un incubo per una famiglia di Leeds, in Inghilterra, che ha raccontato ai media locali la loro tragica esperienza. Dai primi disservizi al carro funebre che si ferma, fino alla bara che si apre durante la cerimonia.

La tragica storia inizia con la morte di Edith Elvira Paul, una donna di 84 anni di Leeds. Per organizzare il suo funerale i familiari si sono rivolti ad un'impresa di pompe funebri locale, ma il servizio, almeno secondo la loro versione dei fatti, è stato a dir poco scadente, per non dire scioccante. La famiglia ha raccontato di essere rimasta inorridita quando ha visto il modo in cui l'impresario stava gestendo il cadavere della donna, come sottolineato da una delle figlie, Arlene, al Daily Mail: "Quando mio fratello e le mie sorelle sono saliti per andare a trovare la salma nella cappella del riposo, non era nemmeno vestita. Aveva l'acqua che le colava dal naso e dalle orecchie. Siamo rimasti scioccati, l'impresario non ci aveva nemmeno avvertiti".

La serie di sfortunati imprevisti è proseguita poi nel giorno del funerale: l'automobile che trasportava Edith si è guastata durante il tragitto verso il camposanto, così è stato necessario attendere l'arrivo di un secondo veicolo. Poi, una volta arrivati al cimitero, il coperchio della bara, che non era stato chiuso correttamente, è scivolato durante la cerimonia, scoprendo di fatto il feretro con dentro l'84enne. "Abbiamo gridato: la bara si sta aprendo - ha raccontato ancora Arlene -. Poi un uomo è intervenuta per richiuderla, ma tutti i presenti sono rimasti scioccati. Ho visto il terrore nei loro occhi. È stato come vivere un film dell'orrore". Inizialmente la famiglia aveva chiesto la bara aperta per le persone in lutto, ma l'impresa ha effettuato l'imbalsamazione in ritardo e di conseguenza è stata costretta a cambiare i piani, visto che l'aspetto della donna era ormai cambiato irrimediabilmente. Questa operazione deve infatti essere eseguita entro 24 ore dalla morte, con il cadavere che poi rimane inalterate fino al funerale.

Dopo tutti questi inconvenienti l'impresa di pompe funebri ha offerto alla famiglia un risarcimento pari a metà dell'importo speso per il funerale, ma i figli di Edith hanno rifiutato, dicendo che nessuna somma avrebbe potuto compensare il trattamento riservato alla loro defunta madre.  Un portavoce dell'azienda ha cercato di fare chiarezza e difendere l'attività: "I problemi con la famiglia sono stati risolti, ma le critiche mosse da Arlene e dai suoi fratelli sono gravi ed eccessive, rovinano la nostra reputazione. Siamo un'impresa a conduzione familiare e abbiamo stretti legami con la nostra comunità, la nostra reputazione è fondamentale. Cerchiamo di lavorare sempre con i più alti standard professionali, abbiamo soltanto valutazioni positive online e siamo tra le imprese raccomandate dalla Good Funeral Guide e dal Natural Death Center". "Quando capitano degli imprevisti - ha concluso il portavoce - siamo proattivi e rapidi, cerchiamo di risolvere la situazione nel modo più soddisfacente per il cliente. Facciamo ancora le più sentite condoglianze alla famiglia di Edith, la perdita di un genitore è sempre difficile". 

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