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Lunedì, 4 Marzo 2024
Parto shock / Stati Uniti d'America

Partorisce in aereo all'ottavo mese, panico a bordo: "Mi si sono rotte le acque a 10mila metri d'altezza"

La donna aveva ottenuto dal suo medico il nulla osta per affrontare il viaggio, poiché il piccolo era atteso per il mese successivo

L'ultima cosa che una futura mamma si aspetta - una volta che il medico le ha dato l'ok per volare - è di partorire all'ottavo mese proprio in aereo, a un'altezza di ben 10mila metri.

E invece è proprio quello che è successo a Kendria Rhoden, 21enne che si è trovata in questo momento delicato e difficile proprio in quota: a darle una mano, per fortuna, quattro passeggeri che si sono subito dati da fare per tranquillizzarla e aiutarla.

La ragazza insieme alla sorella aveva preso un volo per la Repubblica Dominicana, dove vive sua madre, per andarla a trovare in occasione del compleanno, ma le sue acque si sono rotte proprio nel bel mezzo del viaggio, nella 32esima settimana di gravidanza. 

Grazie all'aiuto di quattro paseggeri, il piccolo Skylen è nato per fortuna comunque sano e salvo: "Ho iniziato a sentire contrazioni - ha detto la madre al Mirror - poco dopo il decollo. Dopo mezz'ora, mi si sono rotte le acque. Lo staff della compagnia aerea mi è stato di grande aiuto e mi ha aiutato a partorire posizionandomi in fondo all'aereo. Ricordo solo che, una volta atterrati, era pieno di persone che mi filmavano e si congratulavano".

La sorella di Kendria ha spiegato di essere rimasta shockata quando la neomamma le ha comunicato - quando ormai erano in quota - la rottura delle acque: "Ho iniziato a chiederle se era sicura, poi si è alzata e ho visto il sedile zuppo! Ho immediatamente avvertito lo staff, il personale è corso a vedere cosa stava succedendo. Una volta che abbiamo capito che era iniziato il travaglio, è stato diramato un messaggio ai passeggeri per avvertirli di quello che stava succedendo e calmarli, perché era chiaro a tutti che c'era qualcosa che non andava e stava per diffondersi il panico a bordo. Il pilota ha chiesto aiuto a chiunque avesse esperienza nel campo della medicina. Per fortuna a quel punto quattro persone si sono alzate e ci hanno raggiunte per aiutare mia sorella. È stata portata in fondo all'aereo e dopo 20 lunghissimi minuti è stata annunciata la presenza di un nuovo piccolo passeggero a bordo, un bel maschietto di nome Skylen. Kendria aveva ricevuto il nulla osta dal suo medico perché la nascita del bimbo era attesa un mese dopo, dunque è stato uno shock per tutti. Ma che miracolo!".

Skylen, il cui nome ricorda la parola "sky" (cielo in inglese) vista l'avventura della nascita, ha dovuto comunque passare quattro giorni in ospedale a causa del suo arrivo prematuro. Ma è andato tutto bene: una volta usciti dalla struttura medica, lui e la mamma sono andati all'ambasciata Usa per chiedere informazioni sulla cittadinanza del bambino nato in aereo a 10mila metri d'altezza: qui è stato confermato che il bimbo è un cittadino degli Stati Uniti come sua madre. "Non ne eravamo sicuri - ha detto Kendria - dunque abbiamo preferito chiedere come ci si comporta in questi casi. Mi hanno detto che è un cittadino statunitense perché lo sono anche io. Ci hanno dato un piccolo passaporto d'emergenza per poter permettere al bambino di fare ritorno a casa con me".

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