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Giovedì, 30 Maggio 2024
Sessualità

Dalle bambole agli aerei: chi sono le persone attratte sessualmente dagli oggetti

Si chiama "oggettofilia" ed è un particolare tipo di parafilia che contempla la pulsione erotica e affettiva nei confronti di oggetti inanimati. Qualche storia per raccontare una tendenza spesso sconosciuta

Tecnicamente si chiama "agalmatofilia". Una parola aulica che deriva dal greco agalma (statua) e philia (amore). Indica una particolare forma di parafilia che comprende le persone che hanno pulsione sessuale e attrazione anche per statue e oggetti rassomiglianti gli esseri umani. A volte però non c'è nemmeno quest'appiglio e l'attrazione può sfociare in vera e propria "oggettofilia", ovvero per oggetti inanimati dalle forme più disparate. Quest'attrazione può avere differenti forme e modalità. Il Daily Mail si è dedicato a raccoglierne alcune abbastanza curiose.

Aerei e bambole di pezza

C'è, ad esempio, la storia di Sarah, 23enne tedesca innamorata di un Boeing. Ha viaggiato circa 30 volte sull'aereo in un anno, ma purtroppo non è sola e non riesce ad avere la giusta intimità. Ha quindi ripiegato su un modellino con cui dice di avere una "soddisfacente vita sessuale".  Una storia condivisa da Sandra Letanovszky, 28 anni di Budapest. Dopo aver provato ad avere partner umani ha puntato anch'essa sui modellini di aerei in quanto "molto più affidabili". Ne ha circa 600 e li bacia ogni mattina uno ad uno. 

Ancora più curiosa la storia di Aakashm, 28enne indiano innamorato di una serie di palloncini gonfiati e colorati che cerca coscienziosamente di non far scoppiare. 

Rocha Moraes, 37enne brasiliana è diventata invece una vera e propria celebrità sui social, dopo aver documentato la sua storia di amore con un manichino che dichiara essere suo marito. La donna ha affermato recentemente su TikTok addirittura di aspettare un secondo figlio dal "marito". Una storia simile a quella di Christian Montenegro, giovane di Bogotà che rivela sui social di essere sposato con una bambola chiamata Natalia e che la coppia ha tre "bambini" (che sono ovviamente bambole inanimate). Alla gente che lo critica sui social risponde tranquillamente che con la sua compagna guarda la tv e parla di tutto e che nessuno sa quanto la ama. 

Cosa dice la scienza

Possono sembrare follie complete (e in molti casi lo sono) eppure per la psicologia "l'oggettofilia" è una parafilia, ovvero un comportamento sessuale atipico, come tanti. Potrebbe derivare dal fatto di essere stati trattati come oggetti durante l'infanzia ed essersi identificati con essi in età adulta. O potrebbe dipendere, come riportato anche da alcune esperienze sopra, da un meccanismo di difesa. Gli oggetti inanimati sono molto più facili da gestire rispetto agli esseri umani e non sono capaci di abbandonarci.

Ad ogni modo, finché non è intaccato il principio di realtà e non altera la nostra percezione, la scienza non considera questa tendenza una malattia. A differenza di altre parafilie, inoltre, non sono coinvolte altre persone e non c'è il rischio di nuocere a nessuno. La situazione si complica nei (tanti) casi in cui la persona instaura un rapporto esclusivo con gli oggetti, rifiutando ogni stimolo esterno, come visto in molte delle storie sopra. A quel punto è decisamente meglio rivolgersi a un professionista della salute mentale. 

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