Curarsi mangiando

Curarsi mangiando

Niente calcoli né conteggio di chilocalorie per seguire la dieta Gift

20 + 86 + 120 + 89 … ma quanti grammi di quello e di quest’altro posso mangiare? La matematica sembra un’ossessione per chi segue una dieta! “E se mangio 10 grammi in più cosa succede?” queste sono le domande che mi vengono poste quando spiego il metodo GIFT, ma la mia risposta è sempre la stessa: non servono calcoli né di kcal né di grammature con Dieta GIFT.

La matematica ovunque

È proprio tornando dal congresso nazionale di medicina di segnale che vorrei soffermarmi su questo argomento abbastanza delicato per chi è ancora molto legato alla bilancina pesa alimenti. La medicina di segnale non prevede grammature, né conteggio di chilocalorie, ma com’è possibile?

Sono circondato da pazienti che vengono da me allo studio che ancora mi chiedono il piano alimentare impostato da lunedì a domenica dove specifico i grammi degli alimenti che devono mangiare. È una lacuna che purtroppo si è creata nel tempo, poiché i metodi tradizionali della nutrizione si basano proprio su questa impostazione, che non insegna a mangiare ma impone delle regole e delle quantità. Di conseguenza, anche il consumatore che va a fare la spesa al supermercato si è abituato a consultare la tabella dei valori nutrizionali, tralasciando quella degli ingredienti, molto più importante poiché descrive l’aspetto qualitativo del prodotto. Dunque, la consuetudine è quella di basare la propria spesa sui grammi di grassi e carboidrati presenti in un prodotto, ma sappiamo che tipo di carboidrati sono? Se contiene zuccheri semplici o carboidrati integrali? Questa è la prima limitazione sul quale faccio riflettere sempre i miei pazienti.

Inoltre, pensate ad una persona che è a dieta, in vacanza. Spesso mangerà fuori, come può chiedere allo chef 60 grammi di questo e 150 grammi di quell’altro? C’è chi lo fa, ma non riceve quantità precise, chi invece per vergogna abbandona la dieta perché non vuole sentirsi vincolato. È proprio così, la bilancina è un vincolo, come quella pesa persone, che io definisco “malefica”. Anch’essa è malefica, poiché limita e non fa riflettere la persona su perché sta mangiando 50 grammi di pasta piuttosto che 70-80. Inoltre, se la stessa persona non è in vacanza, ma lavora ogni giorno ed ha poco tempo per cucinare, come si può pretendere che essa prepari i suoi grammi precisi di pasto in pentole diverse da quelle del resto della famiglia?

No alla matematica, sì alla fame naturale! 

Dopo queste provocazioni, vorrei chiarirvi su cosa dovrebbe basarsi la nostra alimentazione quotidiana: la nostra fame naturale. Ho scritto diversi articoli per chiarire il concetto di fame naturale (che troverete cliccando qui), poiché spesso questa può essere falsata dalla presenza di zuccheri semplici nella dieta, che causano ipoglicemia reattiva e, quindi, fame da zuccheri.

La fame naturale si avverte dopo 6-7 ore dall’ultimo pasto, dopo aver mangiato prodotti di qualità ed in quantità adeguate al nostro fabbisogno. Ma quali sono le quantità adeguate? Si procederà a tentativi, testando quali possano essere le porzioni più adatte a noi. Iniziamo con il dire che è importante seguire la cronobiologia, per cui la colazione dovrà essere il pasto più abbondante della giornata, il pranzo dovrà essere intermedio e la cena leggera e che fra un pasto e l’altro non si dovrà avvertire fame. Su questi principi inizieremo la nostra colazione costituita da carboidrati integrali, proteine di qualità e fibre, iniziando da quantità medie. Avvertiremo fame o no? Se si, il problema potrà essere ritrovato in queste tre opzioni:

  • Il pasto precedente è sottostimato (troppo piccolo)
  • Il pasto precedente è sbilanciato (non sono state rispettate le proporzioni del monopiatto GIFT, generalmente per eccesso di carboidrati)
  • Il pasto precedente è qualitativamente inadatto (presenti alimenti innaturali, come lo zucchero, farine raffinate, dolcificanti ecc.)

Qualora dovesse verificarsi una delle tre opzioni, il giorno dopo riusciremo a trovare le porzioni giuste aumentando il pasto, oppure equilibrandolo meglio, oppure eliminando i prodotti che causano fame da zuccheri.

La vera dieta è uno stile di vita, è un modo per imparare come mangiare non solo per la prova costume, ma per tutto l’anno. Solo mangiando bene e muovendoci ogni giorno, non affidandoci alla bilancia ma alla nostra fame naturale, riusciremo a ritrovare la nostra forma fisica senza perdere tempo in misurazioni varie e guadagnando minuti per fare attività fisica.

Guadagnare forma fisica, tempo e salute, questo potrebbe essere il motto!

Curarsi mangiando

Il Dott. Francesco Garritano, laureato dapprima in Chimica e tecnologia farmaceutica, poi in Scienze della nutrizione è un biologo nutrizionista che, premiato dalla passione per il suo lavoro, esercita la sua professione in tutte le province calabresi, a Roma, a Milano, a Vicenza ed a Taranto. Ormai da tanti anni è entrato nel network dei medici di segnale, uniti dall’acronimo GIFT, il quale indica i principi sui quali si basa una sana alimentazione preventiva e curativa: Gradualità, Individualità, Flessibilità, Tono muscolare. Nel mese di maggio ha presentato il suo primo libro, frutto dell’esperienza di questi anni di lavoro, “Il dimagrimento parte dalla testa”, uno scritto che sottolinea quanto sia importante l'aspetto psicologico nel momento in cui si decide di iniziare un percorso con il biologo nutrizionista, definendo la costanza, la determinazione e la motivazione punti cardini dello stesso percorso. Inoltre, svolge la professione di docente e relatore in vari convegni in tutta la Calabria e su tutto il territorio nazionale, poichè responsabile scientifico della NutriForm, società di formazione ed eventi

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