Termosifoni, ci siamo: quando si possono accendere (a seconda della zona)

Il territorio italiano è suddiviso in 6 zone climatiche che indicano i valori medi della temperatura. E le date di accensione cambiano da zona a zona: come utilizzare al meglio i termosifoni e quando accenderli

Arriva il tempo di accendere il riscaldamento e Qundis, tra i principali player nel settore dei misuratori e dei sistemi per la contabilizzazione del calore, fornisce alcuni suggerimenti per sfruttare al meglio i propri termosifoni. Il termosifone va ripulito prima di essere riacceso: occorre anzitutto eliminare l’aria presente nei tubi e poi effettuare una buona pulizia per rimuovere tutto ciò che può essersi depositato sui termosifoni durante la stagione estiva.

I termosifoni non vanno mai coperti in alcun modo perché questo riduce l’efficienza del radiatore, costringendolo a lavorare di più (e a pesare di più sulla bolletta). In caso di necessità, mensole sopra i caloriferi o specchi che li nascondono non dovrebbero mai avere una distanza inferiore ai trenta centimetri. I consumi energetici vanno contabilizzati tramite appositi dispositivi: ove non si disponesse di tali dispositivi occorre installarli, adeguando i propri impianti, così da mettersi a norma. Al di là degli obblighi di legge, inoltre, monitorare tutti i propri consumi insieme fa diminuire il consumo di calore fino al 30%.

Quando si possono accendere i termosifoni: le date 2018

Sfruttare la luce del sole e dormire con le tapparelle abbassate: di giorno è bene aprire le finestre per far cambiare aria solo nelle ore più calde della giornata e per non più di quindici minuti; quando fa buio conviene abbassare le tapparelle per mantenere in casa il calore evitandone la dispersione. Rispettare la propria zona climatica di appartenenza in base alle norme del 1993 sugli impianti termici degli edifici.

Il territorio italiano è suddiviso in sei zone climatiche che indicano i valori medi della temperatura, pertanto chi vive nelle zone climatiche A e B potrà accedere i termosifoni dall’1 dicembre, chi nella zona climatica C dal 15 novembre, chi nella D dall’1 novembre, mentre chi vive nella E ha potuto accenderli già dal 15 ottobre. Nessuna limitazione per chi vive nella fascia F. La classificazione climatica dei comuni italiani è stata introdotta dal Decreto del presidente della Repubblica n. 412 del 26 agosto 1993 (tabella A e successive modifiche ed integrazioni) in merito al Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4, comma 4, della L. 9 gennaio 1991, n. 10.

termosifoni zone climatiche-2

In breve gli oltre 8000 comuni sono stati suddivisi in sei zone climatiche, per mezzo della tabella A allegata al decreto. Sono stati forniti inoltre, per ciascun comune, le indicazioni sulla somma, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperatura dell'ambiente, convenzionalmente fissata a 20 °C, e la temperatura media esterna giornaliera; l'unità di misura utilizzata è il grado giorno (GG). La zona climatica di appartenenza indica in quale periodo e per quante ore è possibile accendere il riscaldamento negli edifici. I sindaci dei comuni possono ampliare, a fronte di comprovate esigenze, i periodi annuali di esercizio e la durata giornaliera di accensione dei riscaldamenti, dandone immediata notizia alla popolazione.

Termosifoni, come funzionano e a cosa servono le valvole termostatiche 

Le regole per l’accensione degli impianti di riscaldamento nei condomini, dunque, variano da comune a comune e per scoprire in quale periodo e per quante ore al giorno è possibile accendere i termosifoni bisogna conoscere la propria zona climatica di appartenenza. Tutti i comuni italiani rientrano in una di queste sei zone climatiche:

  • Zona climatica A: Comuni di Lampedusa e Linosa; Porto Empedocle.
  • Zona climatica B: province di Agrigento; Catania; Crotone; Messina; Palermo; Reggio Calabria; Siracusa; Trapani.
  • Zona climatica C: province di Imperia; Latina; Bari; Benevento; Brindisi; Cagliari; Caserta; Catanzaro; Cosenza; Lecce; Napoli; Oristano; Ragusa; Salerno; Sassari; Taranto.
  • Zona climatica D: Genova; La Spezia; Savona; Forlì; Ancona; Ascoli Piceno; Firenze; Grosseto; Livorno; Lucca; Macerata; Massa C.; Pesaro; Pisa; Pistoia; Prato; Roma; Siena; Terni; Viterbo; Avellino; Caltanissetta; Chieti; Foggia; Isernia; Matera; Nuoro; Pescara; Teramo; Vibo Valentia.
  • Zona climatica E: province di Alessandria; Aosta; Asti; Bergamo; Biella; Brescia; Como; Cremona; Lecco; Lodi; Milano; Novara; Padova; Pavia; Sondrio; Torino; Varese; Verbania; Vercelli; Bologna; Bolzano; Ferrara; Gorizia; Modena; Parma; Piacenza; Pordenone; Ravenna; Reggio Emilia; Rimini; Rovigo; Treviso; Trieste; Udine; Venezia; Verona; Vicenza; Arezzo; Perugia; Frosinone; Rieti; Campobasso; Enna; L’Aquila e Potenza).
  • Zona climatica F: province di Cuneo, Belluno e Trento.

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