Brucia le parti intime della fidanzata per gelosia: ora sarà processato

L'autore delle violenze è un marocchino di 36 anni, rinviato a giudizio con le accuse di lesioni, maltrattamenti e sequestro di persona

Foto di repertorio

PAGANI (SALERNO) - Picchiata, legata e seviziata, con le parti intime bruciate dal suo compagno. Un'escalation di violenza, durata un anno, con la fuga della donna e il trasporto in ospedale. La vicenda sarà ora oggetto di un processo, dopo il rinvio a giudizio disposto dal gup per un marocchino di 36 anni, accusato di maltrattamenti, sequestro di persona e lesioni. I fatti sarebbero durati all'incirca un anno, con la donna completamente "schiavizzata" dal suo compagno, ossessionato da possibili relazioni con altri uomini.

Come racconta SalernoToday, alla vittima fu impedito di avere rapporti con amici e di uscire di casa. Una vessazione psicologica caratterizzata anche da pugni, schiaffi e calci su tutto il corpo e quotidianamente, fino alla decisione di chiuderla in camera, con le finestre sbarrate, per non farla uscire di casa. In un episodio, datato 14 maggio 2016, K.C. dopo aver nuovamente sottoposto la donna a domande insistenti per ottenere confessioni su presunte relazioni, le rasò a scopo punitivo parte dei capelli, dopo averla picchiata, per poi immobilizzarle mani e piedi. Poi prese un accendino e un cucchiaio, sciogliendo della plastica su di una bottiglia sul ventre e tra le natiche della ragazza. A nulla servirono le urla di dolore e la richiesta di farla finita. In altre occasioni, invece, l'aveva colpita anche con una barra del letto sulla schiena

La vittima riuscì a scappare, dopo aver finto di calmare l'uomo, con un abbraccio. Poi attese che lo stesso si addormentasse, riuscendo ad uscire di casa. Spaventata e in preda al dolore, chiese aiuto a diverse persone, fino a quando una ragazza straniera - nel vederla provata - la prese con se portandola a San Giuseppe Vesuviano.

Qui la chiamata al 118 e il trasferimento in ospedale, dove giunse anche il 36enne. Fu arrestato dai carabinieri e spedito in carcere. L'avvocato aveva chiesto il rito abbreviato condizionato, ma il giudice lo ha rigettato, disponendo per lui il processo che comincerà davanti al giudice Diograzia, a Nocera Inferiore, il prossimo mese di aprile.

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Commenti (3)

  • Forse non gli hanno detto a cosa serve la passarina visto che viene dai paesi arabi dove le coprono con il burka ahahaha!

  • bruciare le passere è un delitto talmente stupido ed atroce che quel giovane si meriterebbe di essere punito in un Paese in cui vige la legge del taglione

  • Perlomeno costui deve essere messo ai lavori forsati a vita e pane ecqua non deve vedere il sole per trenta anni se stava al suo paese lavrebbero ammazzato in Italia tutto e permsso processi sconto di pene rito abbreviato perlomeno non deve bere acqusa per un anno

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