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Sabato, 27 Aprile 2024
Palermo

"Me l'avete suc...", esulta per i domiciliari su Facebook e finisce in carcere

L'indagato era finito in un blitz antidroga della guardia di finanza

A poche ore dal suo arresto, aveva pensato di esternare tutta la sua gioia per la decisione del Gip di non applicargli la misura cautelare del carcere. Così ha aperto Facebook, ha pubblicato il video in cui viene ripreso mentre esce in manette dal comando della guardia di finanza e ha scritto: "Me l’avete suc… Sono a casa con gli arresti domiciliari". Un commento - accompagnato dalle note di "Rispetto e libertà" del neomelodico Nello Amato - costato caro a Francesco Gelfo (31 anni), indagato per aver venduto mezzo chilo di hashish e ora rinchiuso al Pagliarelli.

Come riporta anche PalermoToday, nel blitz di martedì della sezione antidroga del Gico sono finiti in manette in otto. Sono accusati di aver messo su un business da un milione e mezzo di euro l’anno gestendo parte della piazza dello Zen e rifornendo grosse quantità di hashish, cocaina e marijuana che venivano spacciate pure a Carini. Gelfo, a gennaio 2019, viene intercettato durante l’incontro con un altro degli indagati, Francesco Alamia, al quale spiega di non avere grosse disponibilità di stupefacenti: "Un chilo lo devo dare a quello, un chilo e mezzo a quell’altro...".

All’incontro c’era anche una terza persona che, dopo aver fatto il punto sulle scorte, si confronta con Gelfo e gli dice: "Quello è già venuto due volte, posso fare che un chilo lo do a lui e mezzo a te". Subito dopo, si legge nell’ordinanza del gip, "Alamia consegna 800 euro ad Enrico quale corrispettivo della cessione dei 500 grammi di hashish. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, si ravvisano gravi indizi di colpevolezza a carico di Gelfo, da ritenere "socio" di un soggetto indicato in atti come "Enrico".

Il quadro indiziario raccolto dalla guardia di finanza aveva convinto il gip che per Gelfo fossero sufficienti gli arresti domiciliari. La misura cautelare però presuppone che l’indagato, sino a nuove disposizioni, non possa comunicare con nessuno all’esterno né tantomeno utilizzare i social. Il trentunenne invece, forse per spocchia o per far sapere di essere ancora "operativo", ha deciso di scrivere quel post che non è sfuggito ai militari del Gico che oggi hanno eseguito un nuovo provvedimento del giudice e lo hanno accompagnato in carcere.

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