Accusato di truffa a una malata di cancro, arrestato: “Estorti 130mila euro”

Alessandro Proto è stato arrestato a Como: la denuncia nata dopo che il raggiro era stato raccontato da un servizio de Le Iene

Alessandro Proto è stato arrestato a Como dalla Guardia di Finanza. Nome noto delle cronache per essersi più volte spacciato come procuratore-finanziere-amico dei vip, Proto avrebbe commesso qualcosa di molto più grave che diffondere false notizie: avrebbe truffato una donna malata di cancro riuscendo ad estorcerle ben 130mila euro.

Chi è Alessandro Proto

La storia è stata raccontata in un servizio de Le Iene: una donna milanese avrebbe raccontato di essere stata truffata da Alessandro Proto che l'avrebbe raggirata facendo leva sulla sensibilità e generosità della donna.

Proto le avrebbe infatto raccontato di avere una figlia morta alla quale, per motivi di difficoltà economica, non poteva pagare il funerale. Poi avrebbe addirittura raccontato di avere un altro figlio in cura in una costosissima clinica psichiatrica.

Proto l’avrebbe indotta a regalargli del denaro e la donna avrebbe consegnato a più riprese la cifra di 130mila euro iniziando con un prestito iniziale di circa 900 euro.

Poi le richieste si sarebbero fatte più pressanti fino a quando la donna avrebbe manifestato qualche contrarietà alla quale, però, Proto avrebbe ribattuto con minacce di azioni legali nei confronti della donna e dei suoi famigliari.

Le indagini e l'arresto

Nei primi mesi del 2019 Guardia di Finanza di Como ha passato al setaccio i conti di Proto notando svariati e sospetti prelevamenti effettuati in contanti in uffici postali della città, tra i quali quello ubicato all’interno del Palazzo di Giustizia.

Le ricostruzioni finanziarie svolte dal Nucleo polizia economico finanziaria della gdf lariana hanno permesso di accertare come Alessandro Proto avesse, nel tempo, trasferito il denaro ottenuto dalla donna in attività speculative su conti di gioco online, al fine di mascherarne la provenienza. Al termine delle indagini sono state formulate nei confronti di Proto le accuse di truffa pluriaggravata (per via delle gravi condizioni di salute fisica e psichica della vittima) ed autoriciclaggio che hanno portato il gip di Como a emettere il provvedimento di custodia cautelare.

Proto aveva a Como una sorta di base logistica da cui operava sebbene risulti residente in Svizzera.

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