"Gelli in chiesa e mio marito no, perché?": il dolore di Mina Welby

Polemiche sulla decisione della diocesi di Pistoia di concedere i funerali di rito cattolico al "venerabile" della P2 che, in quanto massone, è scomunicato dalla chiesa. Quella stessa chiesa che rifiutò l'uomo malato terminale che scelse di non soffrire più

Piergiorgio Welby

ROMA - Licio Gelli può avere funerali cattolici? Nei fatti li ha avuti, celebrati oggi nella chiesa della Misericordia a Pistoia. Nonostante Gelli sia massone e per questo scomunicato dalla Chiesa cattolica. "Il fatto che sia morto nell’anno giubilare della misericordia ci fa pensare che il cuore del Signore è più grande e viene per purificarci". Così don Pierluigi Biagioni ha salutato l'ex venerabile della loggia massonica P2.

E così è stato anche per Vittorio Casamonica, uno dei boss principali del clan che porta il suo nome: le esequie-show in stile Padrino furono celebrate in una chiesa di Roma.

Inevitabile pensare a Piergiorgio Welby: per il giornalista e attivista radicale, reo di aver deciso di porre fine alle sue sofferenze facendo ricorso all'eutanasia, nel dicembre 2006 le porte della chiesa furono sbarrate. Non si può benedire la salma di un malato terminale che ha scelto l'eutanasia, dissero in molti. E il cardinale Camillo Ruini negò i funerali.

Gelli sì, Casamonica pure, Welby no. Cosa dice in proposito la Chiesa? Secondo la dichiarazione sulla massoneria a firma del prefetto Joseph cardinal Ratzinger, rimane "immutato il giudizio negativo della chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della chiesa e perciò l'iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla santa comunione".

"Ma i massoni che conosco io cercano il bene della cittadinanza. Tutti dovrebbero avere i funerali, tutti quelli che dovessero volerli", replica Mina Welby. L'agenzia di stampa Dire raccoglie le parole della moglie di Piergiorgio:

Su mio marito ci fu un giudizio politico, in quanto radicale. Il Vaticano non ama i radicali. Piergiorgio non voleva il suicidio, lui chiese l'eutanasia. Voleva una legge che comprendesse varie scelte che l'uomo può fare alla fine della propria vita, compresa l'eutanasia. Per lui era una morte dignitosa.

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L'APPELLO AL PAPA - Secondo Mina Welby "tutti quelli che lo volessero dovrebbero avere i funerali. Com'è stato per Vittorio Casamonica, per Gelli e doveva essere così per Piergiorgio. Avere un funerale o meno deve essere una scelta della persona. Io personalmente vorrei arrivare ad una legge per l'eutanasia, al punto di non avere il funerale. I cittadini mi accompagneranno in altra maniera". Per Piergiorgio "i funerali non erano importanti, me lo disse poco prima di morire. Mi prese da parte e mi disse 'per me non sono importanti, ma per mamma fallo'. Lui era un credente agnostico, ha ricevuto tutti i sacramenti, noi ci siamo anche sposati in chiesa. Ora spero che il papa dirà qualcosa su questo, siamo nel giubileo della misericordia. Lo aspetto".
 

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