Mezza maratona vietata agli atleti africani: "Vergogna internazionale". Poi il dietrofront

Per la prima volta al via del Trieste Running Festival "non ci sarà nessun atleta africano". La decisione fa discutere. Poi gli organizzatori tornano sui propri passi: "Provocazione"

ANSA

Il caso tiene banco per ore. Fino al dietrofront. Procediamo con ordine. Viene dapprima annunciato che al Trieste Running Festival non ci sarà nessun atleta africano. La decisione è stata presa dall'organizzazione della mezza maratona "per denunciare i manager senza scrupoli che gestiscono questi professionisti". La manifestazione podistica si terrà in città dal 3 al 5 maggio, viene accusata di razzismo da vari esponenti politici locali e non solo, mentre gli organizzatori si giustificano dicendo di aver escluso atleti africani dalla mezza maratona solo per evitare il loro sfruttamento. Poi a tarda sera il "ripensamento".

"Mezza maratona per soli bianchi a Trieste": è bufera

"Una mezza maratona per soli bianchi: pensavamo fosse un titolo che si sarebbe potuto leggere solo nell’Alabama del Ku Klux Klan ed invece è la cronaca di ciò che accade a Trieste". Ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio regionale FVG Francesco Russo in un post su Facebook. "La scusa con cui è stato annunciato che non ci saranno atleti di colore al prossimo Trieste Running Festival è che non ci sono manager onesti in grado di far arrivare nella nostra città atleti capaci di dare lustro e qualità agonistica alla corsa triestina. Ma come mai nel resto del mondo (e anche recentemente a Milano dove un atleta di colore ha stabilito il record della corsa), è possibile ciò che invece impossibile qui?"

"A Trieste ci si inventa la mezza maratona per soli bianchi! La scusa è che gli atleti di colore sarebbero gestiti da manager sfruttatori... - ha dichiarato il cosigliere regionale Cosolini - Se fosse vero l'organizzatore dovrebbe citare fatti concreti e spiegare come mai per anni non ha fatto nulla. E potrebbe imporre un codice etico negli accordi e vigilarne il rispetto. Ma non fa nulla di tutto questo. Inaccettabile!"

Organizzatori: "Manager sfruttano gli atleti africani a scapito della loro dignità"

"Abbiamo voluto porre l'attenzione su tutti quegli atleti africani che, seppur bravissimi, vengono portati in Italia e proposti come merce di seconda scelta - ha dichiarato Fabio Carini, presidente della Apd Miramar, organizzazione del festival- Nella nostra mezza maratona ci deve essere un equilibrio tra trattamento della persona e valore sportivo. Questo segnale deve partire da Trieste proprio perchè la nostra città è multiculurale. E' comodo prendere gli atleti più forti, approfittando di manager che li sfruttano. E' meno comodo imporre una certa linea affinchè nello sport vengano al primo posto il valore dell'atleta e l'etica".

"Basta mercimoni  - aggiunge -. Quest'anno abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei per dare uno stop affinché vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore, che vengono semplicemente sfruttati e questa è una cosa che non possiamo più accettare".

In Italia, prosegue Carini, "troppi organizzatori subiscono le pressioni di manager poco seri che sfruttano questi atleti e li propongono a costi bassissimi e questo va a scapito della loro dignità - perché molto spesso non intascano niente e non vengono trattati con la giusta dignità di atleti e di esseri umani - ma anche a discapito di atleti italiani ed europei, che non possono essere ingaggiati perché hanno costi di mercato".

Poi fanno dietrofront: "Provocazione che ha colto nel segno"

"Dopo avere lanciato una provocazione che ha colto nel segno, richiamando grande attenzione su un tema etico fondamentale, contrariamente a quanto comunicato ieri, inviteremo anche atleti africani, come abbiamo fatto con quelli europei, lavorando con quei procuratori che siano in grado di garantire e certificare un comportamento trasparente e tracciabile". Lo scrive in una nota sempre Fabio Carini

"Ho sollevato un problema -prosegue Carini nella nota- che esiste e che per ipocrisia viene spesso ignorato dagli organizzatori di eventi di running: lo sfruttamento di atleti africani da parte di procuratori che si arricchiscono alle loro spalle. Riconosco che avremmo dovuto sollevare il problema in tempi e modi diversi ed è quello che faremo. Sono dispiaciuto per le reazioni che questa scelta ha sollevato, mi scuso con coloro che si sono onestamente sentiti offesi ma certamente non condivido le strumentalizzazioni politiche che sono state fatte"

De Monte (Pd): "Epurazioni nello sport, follia"

"A Trieste siamo arrivati alle epurazioni nello sport: ultima follia di un estremismo che sta impregnando e snaturando la città, sulla quale i più alti rappresentanti politici e istituzionali hanno messo la faccia. Fatto grave e indegno". Così scrive Isabella De Monte, eurodeputata Pd e ricandidata al Parlamento europeo nel Nordest commentando la decisione degli organizzatori di non far partecipare atleti professionisti africani alla mezza maratona.

Secondo De Monte "non si usi lo sfruttamento degli atleti come foglia di fico: per sollevare questioni simili ci sono luoghi e organismi preposti cui rivolgersi. Qui siamo davvero all'assurdo: si impedisce a dei professionisti di prendere parte a una gara perché provenienti dall'Africa. Attenzione, sono mesi che lo diciamo: la situazione sta davvero sfuggendo di mano e stiamo tornando indietro a tempi bui.Davanti a scelte simili la reazione è una sola: l'indignazione. Lo sport è condivisione, unione, uguaglianza, lealtà, rispetto: lo si insegna ai bambini e ai ragazzi. Ma che esempio si dà con scelte simili? Ancora una volta una vergogna inflitta a una città come Trieste e a una regione come il Friuli Venezia Giulia, da sempre culle di civiltà".

Ironia contro il razzismo: "L'integrazione è così semplice che la capisce anche un bambino" 

Nicola Fratoianni, deputato di Leu e segretario di Sinistra italiana: "Se non lo avessi letto stamani sui giornali del Friuli V.G. stenterei a crederci - ha affermato -. Succede non nel Mississipi degli anni '50 bensì nel 2019 in una città capitale della cultura mitteleuropea, Trieste. Si dice 'lo facciamo perché gli atleti neri sono stati oggetto di sfruttamento negli anni passati'. Nobile intento, ma vorremmo sapere allora quali denunce siano state fatte in passato dagli organizzatori verso le autorità sportive e quelle giudiziarie, per episodi simili. Altrimenti è solo caciara". Quindi Fratoianni ha annunciato nei prossimi giorni un'interrogazione in Parlamento.

Sulla vicenda interviene anche il sottosegretario alla presidenza con delega allo Sport, Giancarlo Giorgetti, annunciando l'apertura di un'indagine. "Sbagliato escludere gli atleti africani. Non è così che si risolvono i problemi - ha osservato Giorgetti -. Ma attenzione perché il malessere esploso a Trieste nasconde l'ennesimo sfruttamento, quelli che chiamo gli scafisti dello sport. Aprirò subito un'indagine interna per quanto riguarda le mie competenze. Ascolterò tutte le parti in causa per fare chiarezza".

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