Omicidio Sacchi, i dubbi su Anastasia e il cellulare segreto di Princi

Gli investigatori stanno cercando di capire da dove arrivano i 70 mila euro trovati all'interno dello zaino di Anastasia Kylemnyk, la fidanzata della vittima. Il punto sulle indagini

Anastasia Kylemnyk

Sono ancora tante le cose che non tornando sull'omicidio di Luca Sacchi, il ragazzo ucciso a Roma con un colpo di pistola alla testa il 23 ottobre scorso. Se le responsabilità di chi ha commesso materialmente il delitto sembrano accertate, meno limpida appare invece la questione relativa ai 70 mila euro all'interno dello zaino di Anastasia Kylemnyk, la fidanzata della vittima. 

Dove sono finiti quei soldi? E chi li ha messi insieme? Possibile che la 25enne ucraina e Giovanni Princi - l'amico di Luca e Anastasia arrestato venerdì - abbiano messo insieme quella cifra da soli? Nodi che gli inquirenti vogliono sciogliere quanto prima. 

Un aiuto alle indagini potrebbe arrivare da un cellulare segreto di Giovanni Princi sequestrato dai carabinieri di Roma. Nella rubrica di Princi - scrive Lorenzo Nicolini su RomaToday - potrebbe nascondersi il nome dell'eventuale finanziatore occulto e i contatti dei possibili clienti della marijuana arrivata da Roma est. 

Venerdì mattina, durante la perquisizione casalinga eseguita nei momenti della notifica della misura cautelare, gli inquirenti sono riusciti a trovare il secondo cellulare di Princi. Secondo le prime indiscrezioni, quell'apparecchio la notte dopo l'omicidio era stato quasi totalmente inutilizzato. 

Nelle scorse ore gli inquirenti hanno sequestrato anche il cellulare di Anastasia. L'obiettivo è analizzare i contatti e le chat della 25enne, sottoposta all'obbligo di firma venerdì scorso, e di Princi, finito invece in carcere. 

"Da dove venisse il denaro, se raccolto dai giovani o proveniente da un finanziatore che li aveva assoldati (come più probabile), non si può affermare con certezza", scrive il Pm Nadia Plastina nella richiesta di misure cautelari trasmessa al gip. "Di sicuro essi avrebbero dovuto trasportare le balle (di erba ndr) con l'auto della Kylemnyk con le quali la coppia si era portata al pub benché la casa di Sacchi fosse nei pressi".

Una certezza, secondo i magistrati, è che Princi comunque "non è alla prima esperienza" in vicende di droga. Per gli inquirenti "è inserito stabilmente in contesti criminali, in passato aveva concluso altri acquisti - si legge nella richiesta della Procura - si da essere definibile cliente degli spacciatori indagati, preserva le sue relazioni criminali non offrendo alcun contributo alle indagini benché l'ucciso fosse un suo amico dai tempi del liceo".

Il giro di spaccio dietro l'omicidio Sacchi

Un comportamento "ambiguo" che lo accomuna alla stessa Anastasia che, a detta degli investigatori, non ha fornito, nelle ore successive al fatto, alcun tipo di aiuto alle indagini per accertare la verità. Per i pm lei e Princi "dimostrano, seppur con gradi diversi, di essere pienamente inseriti nel circuito della compravendita di stupefacenti".

Non solo. "E' sorprendente - scrive ancora il giudice - la sua chiusura ad ogni collaborazione con gli organi investigativi per assicurare alla giustizia gli autori del delitto del fidanzato" ed è "chiara, predominante, la volontà di preservare le relazione criminali acquisite nel mondo della droga con il quale non intende recidere i legami".

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