sabato, 25 ottobre

"Amore mio, legami stretta"

Il bondage è una pratica a sfondo sado-maso che implica l'uso di corde e mezzi di costrizione per eccitarsi sessualmente

Irene Palladini 3 maggio 2012
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Nacque a New York nel 1923 la prima e più famosa pin-up, immortalata in foto che oggi ci fanno sorridere ma che  allora fecero scandalo. Audace e trasgressiva, di Bettie Mae Page sono famosi soprattutto gli scatti che il fotografo Irving Klaw inviava per corrispondenza agli estimatori, e che avevano come tema la pratica del bondage (nella foto) o altri riferimenti sadomaso.

Bettie Page vi compariva seminuda, legata da corde con nodi opportunamente distribuiti, in pose sensuali ed eccitanti: si tratta del bondage, che secondo antichi manoscritti rinvenuti nel territorio dell'attuale Iran, era già praticato addirittura dai Medi, qualcosa come 2500 anni fa, mentre  alcune forme di bondage sono attualmente apprezzate come espressione artistica proprio in fotografia e in pittura, soprattutto in Giappone.

l termine “bondage” letteralmente significa “schiavitù”, e consiste nella costrizione consensuale di una donna – ma piace anche a molti uomini! – attraverso legature, corsetti, cappucci, bavagli, e altri trastulli di questo tipo, in modo da impedire i movimenti fino alla  completa o quasi immobilizzazione.

La pin-up per eccellenza dei nostri giorni, Dita Von Teese, ne ha dato una sua sofisticata versione, spesso utilizzando vezzosi lacci di seta, posando con tutta la sua carica di raffinata sensualità. Inutile dire che nelle pubblicazioni di un certo tipo o navigando nel web si trovano immagini di tutt’altro tenore, decisamente meno bon-ton!


Se pensate comunque che il bondage richieda solo una corda e un po’ di abilità, vi sbagliate di grosso, perché si tratta di una tecnica a dir poco complicatissima, con innumerevoli varianti e intricate differenzazioni. Per non parlare dei rischi, soprattutto se si è poco esperti. Naturalmente esistono dei manuali, anzi, dei veri e propri kamasutra del bondage, con tutte le istruzioni per l’uso e illustrazioni esplicative.

Il tutto, a dire il vero, più che eccitante ci sembra “raccapricciante”, ma forse questo è solo un parere da non addetti ai lavori, per giunta un po’ antiquati, visto che per fare buon sesso crediamo ancora che bastino la persona giusta, una musica di sottofondo, il caminetto acceso e magari due calici di champagne! Che banalità, vero?


 

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2 Commenti

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  • Avatar di enzo longo

    enzo longo Marito e moglie che scelgono di entrare in una relazione di dominio/sottomissione consensuale stanno scegliendo di attuare pienamente questo comandamento nella loro vita sessuale, una scelta che è valida ed onorevole, e che può portar loro profonda soddisfazione sia sessuale che spirituale. Il sadomasochismo, praticato responsabilmente, può essere uno strumento di crescita per entrambe i coniugi in un matrimonio cristiano, in quanto permette loro di esplorare più pienamente il piano di Dio per la condivisione spirituale e sessuale. Così come ci affidiamo a Dio con la nostra sottomissione a Lui e volentieri gliela offriamo, una moglie che è sottomessa a suo marito sta offrendogli un grande dono spirituale e sta facendo un grande servizio sia a lei stessa che a suo marito. Nel Cristianesimo la sottomissione è santa. Sebbene le pratiche sadomaso possano comportare situazioni di asservimento (legature, bavagli, etc.) e disciplina (come castighi verbali o punizioni corporali), esse vanno intese come una relazione metaforica tra marito e moglie in termini di sottomissione spirituale, che è un tema importante del Nuovo Testamento. Una relazione sadomaso tra un marito dominante ed una moglie sottomessa è proprio l'ideale del matrimonio. Le pratiche sadomaso non devono necessariamente comportare fruste e catene, strisce di cuoio, o prigioni sotterranee, anche se qualcuno può trovare che questi arnesi lo aiutino ad ottenere la giusta atmosfera, e non c'è ragione perché un cristiano non debba usarli. Non c'è nulla di peccaminoso in questi oggetti. In effetti, essi fanno parte dell'eredità cristiana. Molti strumenti sadomaso, come fruste, morsetti, cinture di castità, o il gatto a nove code, assomigliano strettamente a quelli usati dai primi penitenti cristiani per frustare i propri corpi e morti@#?*%$re la propria carne. Loro facevano così per offrire i loro corpi a Cristo, emulando la sua sofferenza sulla Croce, puri@#?*%$rsi spiritualmente e raggiungere un'unione più stretta con Dio. Molti praticanti sadomaso descrivono un sentimento di unione spirituale coi loro partner, che trascende la sessualità fisica. Nonostante l'impressione fuorviante che certe comuni pratiche sadomaso, come le percosse e l'umiliazione, possono dare, queste sono attuate solamente nel contesto di una relazione amorosa per adempiere allo scopo più alto di forti@#?*%$re i legami emotivi, sessuali, e spirituali. Così come noi abbiamo fiducia nel Signore, il partner sottomesso offre la propria totale fiducia al partner dominante, sapendo che il risultato finale sarà la redenzione e la soddisfazione. Bisogna dunque sottolineare che le relazioni sadomaso consensuali non sono un abuso, fisico o emotivo, e non lo sono specialmente in un matrimonio cristiano. Poiché il marito è tenuto a prendersi cura di sua moglie come Cristo ha curato la Sua Chiesa, egli deve avere sempre in mente l'interesse della propria moglie e deve trattarla col massimo amore e rispetto. Chiaramente, non deve essere autorizzato alcun genere di abuso o di violenza non consensuale. Praticare il sadomaso non signi@#?*%$ picchiare la moglie. C'è una differenza enorme tra la punizione inflitta con crudeltà da una persona che opprime e maltratta il prossimo, e la disciplina che viene somministrata con amore e ragionevolezza, ed è ricevuta volentieri e con gratitudine. Quelli che partecipano alla servitù e alla disciplina sadomaso lo fanno di loro spontanea volontà e di comune accordo. Sebbene possa sembrare che la persona che stringe i nodi o maneggia la frusta detenga tutto il potere, se il sadomaso è praticato rispettosamente ed eticamente, il potere è condiviso. Il marito dovrebbe sempre rispettare i limiti di sua moglie riguardo al dolore o all'umiliazione, in modo da non infliggerle alcun reale danno fisico o emotivo.

    il 14 giugno del 2013
  • Avatar anonimo di ilaria

    ilaria Le ultime 4 righe non ho capito che senso abbiano.... questa ironia perbenista che quasi vuole schernire gli amanti del genere la trovo spiccia e fuoriluogo. Credo che quando si è d'accordo sotto le lenzuola nulla sia "raccapricciante" perchè qualunque gusto, per quanto possa apparire stravagante, è l' espressione della personalità sessuale di ognuno di noi che deriva dalla nostra intima unicità. Personalità che, nel caso dell'articolista, trovo banale al limite di una melensa puntata di beautiful (musica, camino... ma per piacere!!)

    il 5 giugno del 2013