Il freddo avanza: le 10 regole per risparmiare sul riscaldamento

L'Unione Nazionale Consumatori ha stilato un vademecum da seguire per un uso intelligente dei riscaldamenti che non gravi sulla bolletta e quindi sul portafogli

L'inverno prima o poi doveva arrivare e per quanto tutti si dicano preparati alle temperature più rigide, quando il termometro precipita da un giorno all'altro, non ci sono aspettative che plachino il fastidio di un gelo che fa davvero battere i denti.

Le previsioni annunciavano freddo a partire dall’Immacolata e così è stato infatti, e se finora non sempre è servito accendere i termosifoni, d’ora in poi sarà necessario farlo, tenendo però in mente alcune accortezze utili per riscaldarsi senza sprechi e tenere il maggior calore possibile senza prendere uno spavento alla vista della prossima bolletta.

Ecco, allora, cosa suggerisce l’Unione Nazionale Consumatori:

1- Temperatura. Quella migliore per la salute e l’ambiente e anche quella stabilita per legge non deve superare i 20 gradi centigradi, con due gradi di tolleranza, in case, uffici e scuole. Per capannoni industriali e artigianali la temperatura è 18 gradi. Può provocare danno andare oltre i 24 gradi. Inutile riscaldare gli ambienti che non vengono utilizzati.

2- Notte. Durante la notte il riscaldamento andrebbe spento, se è autonomo, e programmato per riaccendersi la mattina prima della sveglia la mattina. La normativa dice che il riscaldamento può essere acceso dopo le 5 del mattino ed entro le 23 la sera.

3- Isolamento. Meglio la casa è isolata, minore è la dispersione di calore da finestre, tetti e pareti, ma molti edifici sono stati costruiti senza tenere conto dell’efficienza energetica.  

4- Vetri. Doppi sarebbero meglio perché l’intercapedine tra i due strati riduce il passaggio di calore. Ci sono incentivi anche per interventi come questi.

5- Termosifoni. Devono essere liberi da coperture, vale anche per le tende e mobili. L’aria deve circolare liberamente e si risparmia fino al 15% in bolletta. Occorre mantenerli in efficienza aprendo regolarmente la valvola di sfiato.

6- Aria. Va bene cambiarla, ma bastano 10 minuti la mattina, altrimenti si disperde il calore.

7- Caldaia. Quelle più efficienti sono a condensazione, rendono fra il 20 e il 30% in più, ma hanno anche un costo più alto di quelle tradizionali. Fondamentale la manutenzione che deve essere fatta ogni due anni per impianti a combustibile, ogni quattro per gli impianti a gas metano o GPL. I tempi sono dimezzati, 1 e 2 anni, per gli impianti di potenza pari o superiore a 100 kW.

8- Riscaldamento autonomo o no. Certamente funziona il sistema autonomo per una casa isolata o piccoli palazzi. Per i palazzi più grandi è più economico avere una sola caldaia di maggiore potenza, dimensionata però alle esigenze del condominio, per cui si dividono i costi. All’interno del condominio, poi, conviene che ogni appartamento abbia ripartitori di calorie e valvole termostatiche autonome per calcolare i consumi effettivi di ogni famiglia.

9- Combustibile. Gasolio, gas naturale, ma anche gli ecologici pellets, prodotti con gli scarti di lavorazione del legno che non aumentano le emissioni di CO2. Un’alternativa economica sono le pompe di calore che permettono un risparmio fino al 60%.

10- Consumi. Secondo i calcoli dell’Unione consumatori, un solo grado in più fa aumentare i consumi dell’8% (onsumi che sono già alti in Italia: tra i 140 ed i 170 kwh/m2/anno).

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