Perché i benzinai sono sul piede di guerra e minacciano lo "sciopero del servito"

Si va verso una nuova protesta che non prevede la chiusura degli impianti, aperti ma solo in modalità self. Secondo le Federazioni dei gestori "il differenziale self/servito praticato da compagnie e retisti risponde unicamente a logiche speculative"

Foto: Ansa (repertorio)

L'annuncio c'è: dal 1 maggio i benzinai sono pronti allo "sciopero del servito". A seguito delle riunioni unitarie delle settimane passare, alcune Federazioni dei gestori, che avevano assunto al centro della discussione il forte e penalizzante differenziale self e servito praticato da compagnie e retisti, hanno deciso di proclamare una nuova forma di sciopero, quella sulla modalità del servito. Non è una novità assoluta.

Benzinai, sciopero del servito: come funziona

In pratica si tratta di una nuova protesta che non prevede la chiusura degli impianti, che dunque restano aperti al pubblico e ai rifornimenti nella modalità self. In questo modo, i gestori, pur restando sul punto vendita, non erogano carburante nelle isole e corsie servite come forma di protesta o di sciopero bianco verso le politiche sia delle compagnie che dei retisti, che applicano differenziali che in alcuni casi decuplicano il margine riconosciuto ai gestori. Proprio tale differenziale, mediamente di 300 € KL, ma con punte di 4-500 €KL, deprime il servizio, allontana i clienti, vanifica il lavoro dei gestori alla fidelizzazione e saccheggia le potenzialità delle gestioni, che trovano nel servito i margini operativi per la redditività delle aree di servizio.

Secondo varie Federazioni dei gestori "il differenziale self/servito praticato da compagnie e retisti risponde unicamente a logiche speculative e ad estromettere il gestore dalla centralità della gestione del punto vendita, con il risultato di disincentivare gli automobilisti dal servizio. Il livello di differenziale praticato, nonostante la retorica sulla competitività, è stabilmente attestato su medie elevate e mette a rischio la tenuta delle gestioni".

Mancati rimborsi e pagamenti con carta: perché i benzinai sono sul piede di guerra 

"Il dato di fondo - commentano - è che il prezzo self è ad oggi già pienamente remunerativo per l’industria petrolifera, avendovi già implementato i costi industriali e di trasporto del prodotto; in una logica di mercato concorrenziale compagnie e retisti dovrebbero sovraccaricare sul servito al massimo il costo del servizio del gestore come previsto dagli Accordi. Ed invece si giunge a decuplicare tali margini, inseguendo una finalità sempre più speculativa e finanziaria, a danno dei gestori che quei prezzi li devono praticare ai consumatori finali che scandalizzati non si spiegano tale differenza di prezzo, immaginando anche furbizie da parte del gestore".

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Foto: Ansa (repertorio)

Le richieste dei benzinai: "O sarà sciopero dal 1 maggio 2019"

Le conseguenze per i gestori delle pompe di benzina sono tutt'altro che positive: "Tutto questo impoverisce la redditività dei punti vendita, comprime il margine medio dei gestori mentre crescono le spese di gestione. E’ evidente che è una situazione insostenibile in cui le compagnie e i retisti, facendo leva sulla propria forza contrattuale impongono prezzi utili solo ai propri fini speculativi, facendo guadagni miliardari, saccheggiando la remuneratività del lavoro dei gestori, in forza dell’abuso di posizione dominante".

Faib Fegica e Figisc hanno quindi assunto questa iniziativa di protesta "contro i padroni della rete" denunciando pubblicamente quella che ritengono una "colossale speculazione" a danno dei consumatori e dei gestori stessi.

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C'è ancora tempo per evitare lo scopero del servito. Altrimenti dal 1° maggio  sarà sospeso il servizio sulla rete fintantoché le Aziende ed i titolari non accoglieranno le richieste della Categoria: aumento significativo dei margini per recuperare la sostenibilità economica degli impianti; cancellazione dei contratti atipici e contro Legge; significativa riduzione del differenziale di prezzo fra servito e self che penalizza margini ed erogati".

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