Chi sostiene il debito pubblico italiano

Sapere chi compra dallo Stato e lo aiuta a finanziare il debito pubblico è di grande importanza. Ecco perché

Se non ci fossero banche e investitori istituzionali, i cittadini soffrirebbero molto di più perché lo Stato potrebbe finanziarsi soltanto attraverso le tasse e non anche attraverso obbligazioni (i Bot ad esempio) comprati da quei soggetti. Poiché nei confronti di chi compra obbligazioni lo Stato è in rapporto di parità, come avviene per una compravendita ordinaria tra privati, e non ha poteri autoritativi come accade quando chiede il pagamento delle tasse, sapere chi compra dallo Stato e lo aiuta a finanziare il debito pubblico è di grande importanza, anche perché se l’acquirente è straniero lo Stato non può decidere in modo autoritario di non saldare le sue pendenze (come in teoria può fare nei confronti invece dei propri cittadini).

Chi ha in mano il debito pubblico italiano

La quota maggiore del debito pubblico italiano (32%) è detenuta da stranieri: 2 miliardi 286,450 milioni l’ammontare complessivo del debito pubblico italiano, la quota detenuta da soggetti verso i quali lo Stato italiano non ha poteri di autorità è pari a 714 milioni 515.625 euro. Stimando più precisamente al 31,3% la quota estera, la banca giapponese Nomura ha rilevato che solo il 5% di tale frazione è in mano a stranieri extra-Ue.

Il 27% del debito italiano è in mano a banche, il 19% ad assicurazioni e fondi, il 6% a cittadini. Si tratta di una somma complessiva di 612 miliardi di euro, 342 dei quali sono titoli di Stato.

La singola maggior quota di debito pubblico è detenuta da Poste Italiane che tra investimenti e riserve ha in pancia oltre 121 miliardi di titoli, seguita da Generali, che al 30 settembre 2017 ne aveva oltre 63 miliardi, e Unicredit, che a fine marzo vantava 47,2 miliardi di titoli. La tedesca Allianz SE (assicurazioni) è il primo maggior investitore estero con 24,8 miliardi, davanti ai concorrenti francesi di Axa SA (22,7 miliardi).

Ci sono sempre più stranieri e sempre meno italiani tra i detentori del debito pubblico italiano: i primi erano infatti solo il 4% nel 1988 (quando l’euro non era stato ancora nemmeno pensato), i secondi sono passati dal 57% al 6%.

La questione Bankitalia

Il 16% del debito pubblico italiano è detenuto da Bankitalia, direttamente o attraverso la Bce a cui fa capo. Va ricordato che Bankitalia non è più obbligata a comprare i titoli di debito pubblico emessi dal Tesoro ove questi restino invenduti nelle aste periodiche e che la Bce è autonoma dai singoli Stati europei (anche se questi le forniscono le risorse e ne nominano i componenti del board) e che attraverso il Quantitative Easing può comprare titoli di Stato solo sul mercato secondario (quindi non direttamente dallo Stato che li emette ma da chi li abbia già comprati e li rivenda) entro limiti prefissati (da lei stessa) e a condizione che quei titoli abbiano un certo rating (da qui il problema dell’eventuale declassamento dei titoli di Stato italiani). Nomura riferisce che la Bce detiene debito pubblico italiano per 340 miliardi.

Dal blog "Asso di denari" di Carlo Sala

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