Prima i complimenti, poi il licenziamento: l'incubo di 23 lavoratori

La Frama Action di Novi, in provincia di Modena, ha avviato il licenziamento di tutto il personale prima di Natale. Una scelta inattesa, visto che il giorno precedente i dipendenti erano stati lodati per i risultati raggiunti

Il presidio dei lavoratori della Frama Action davanti allo stabilimento di Novi (Foto Cgil Modena)

Passare dalle stelle alle stalle in un solo giorno, dai complimenti per l'ottimo lavoro svolto al licenziamento in tronco per cessazione dell'attività. Un incubo divenuto realtà tra il 20 e il 21 dicembre scorso per i 23 lavoratori della Frama Action di Novi, in provincia di Modena. Per i 17 dipendenti in forza nello stabilimento, a cui vanno aggiunte altre sei persone in contratto a termine e somministrate in scadenza di contratto, le festività natalizie sono state più che rovinate da questa pessima notizia, giunta proprio dopo aver ricevuto i complimenti. 

Prima i complimenti, poi il licenziamento

Tutto ha avuto inizio lo scorso 20 dicembre, quando la Frama Action ha organizzato il consueto pranzo di Natale in azienda, con i vertici che si erano addirittura complimentati con i lavoratori per aver raggiunto un aumento degli ordini dell'8%. Un risultato che già il giorno dopo sembra essere stato dimenticato, visto che con una raccomandata datata 21 dicembre, è arrivata l'inaspettata lettera di licenziamento per tutti i dipendenti dello stabilimento a causa della cessazione dell'attività. La Frama Action, ricordiamo, è un'azienda di proprietà del gruppo austriaco Hella e si è costituita nel 2013 rilevando l'attività dal fallimento di Frama, storica azienda novese che si occupa della produzione e della progettazione di gazebi, pergole, tensostrutture e altre soluzioni per la protezione dal sole e dagli agenti atmosferici. Un triste destino, molto simile a quello toccato ai dipendenti della Hammond Power Solutions di Marnate, in provincia di Varese, che dopo il cesto natalizio hanno ricevuto il benservito dall'azienda. 

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La protesta dei dipendenti

Dopo aver ricevuto la comunicazione della cessazione dell'attività con il conseguente licenziamento dei 23 lavoratori, la Fiom-Cgil di Carpi si è subito messa in moto per trovare una soluzione. Davanti ai cancelli dello stabilimento di Novi sono stati organizzati dei presidi, con la protesta dei dipendenti che è andata avanti senza sosta. Dal 28 dicembre 2018 al 7 gennaio 2019 sono stati diversi gli incontri tra i rappresentanti della Fiom Cgil, la direzione aziendale e i consulenti della Frama Action, ma ad ogni 'tavolo' i vertici dell'azienda hanno ribadito la decisione di chiudere in tempi brevi l'attività, con le saracinesche che dovrebbero calare definitivamente entro febbraio 2019. Come riportato dalle sigle sindacali, la causa del licenziamento collettivo è imputabile ai dati di bilancio che, secondo la Frama Action, non permettono la continuità dell'impresa. 

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Gli incontri tra sindacati e azienda

Dopo l'ultimo incontro avvenuto ieri, lunedì 7 gennaio, l'azienda ha chiesto qualche giorno per effettuare ulteriori riflessioni, pur ribadendo la propria posizione. La Fiom-Cgil locale, che si sta occupando della vertenza, ha chiesto “soluzioni alternative a quanto previsto dalla lettera di cessazione dell’attività, portando soluzioni per correggere i dati di bilancio intervenendo sull'efficentamento aziendale”. Così, mentre il presidio permanente dei lavoratori continuerà con le medesime modalità osservate negli ultimi giorni, per giovedì 10 gennaio è previsto un nuovo incontro con i vertici aziendali, in cui i sindacati sperano di poter trovare una soluzione: “Sono alte le aspettative per l’incontro di giovedì prossimo 10 gennaio tra sindacato e rappresentanti della Frama Action di Novi di Modena sulla chiusura dello stabilimento annunciata per l’inizio di marzo 2019 e il conseguente licenziamento di tutti i lavoratori. L’auspicio della Fiom/Cgil e dei lavoratori è che a fronte della discussione sviluppata nell’incontro di ieri, la proprietà possa decidere strade alternative rispetto alla scelta drammatica e repentina della chiusura dello stabilimento”. 

“Sull’esito dell’incontro – affermano Cesare Pizzolla e Angelo Dalle Ave della Fiom/Cgil di Modena - si terrà poi nel primo pomeriggio alle ore 14.30 presso la Camera del lavoro di Carpi l’assemblea dei lavoratori che in base all’esito dovranno decidere eventuali inasprimenti delle iniziative di lotta”.

“In questi giorni – prosegue il comunicato ufficiale– abbiamo avuto attestati di solidarietà da politici di diversi schieramenti e da rappresentanti delle istituzioni che hanno rimarcato l’esigenza di non chiudere e trovare soluzioni alternative. A questo proposito a margine dell’assemblea sindacale di giovedì pomeriggio, l’eurodeputato PD e vice presidente del Parlamento europeo David Sassoli, incontrerà la Fiom/Cgil e i lavoratori della Frama Action sempre presso la Camera del lavoro di Carpi (intorno alle ore 16.30) per portare la propria solidarietà e informarsi sullo stato della vertenza che vede, ancora una volta, una multinazionale venire a Modena con l’unico scopo di fare shopping e poi chiudere lo stabilimento, dimenticandosi che dietro i numeri della procedura ci sono persone in carne e ossa a cui viene tolto il bene primario che è il lavoro”.

La speranza, al momento flebile, è che si possa rimediare ad una chiusura traumatica dell'attività che lascerebbe 23 famiglie senza lavoro e senza prospettive.

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