Lavoro, sanità, istruzione: è un'Italia (ancora) spaccata tra Nord e Sud

Nel meridione in sofferenza una famiglia su cinque, una su dieci ha difficoltà ad acquistare il minimo indispensabile per vivere. L'ultimo rapporto dell'Istat certifica una volta di più che abbiamo un gigantesco problema irrisolto: il Mezzogiorno d'Italia

Un manifestante steso sui binari della stazione di Montecorvino Rovella durante il blocco della linea ferroviaria Salerno Reggio Calabria , da parte degli abitanti dei comuni della zona contro la riapertura di una discarica. PASQUALE STANZIONE/ ANSA/ LI

Dall’istruzione alla sanità, dagli indici di povertà al mercato del lavoro: in Italia ci sono due Paesi diversi: la conferma arriva dal rapporto  Istat "Noi Italia" che vede le regioni del centro nord avanti in quasi tutti gli indicatori statistici con il Mezzogiorno che arranca un po’ dovunque. A cominciare dall’indice di povertà dove le differenze tra Nord e Sud sono macroscopiche. 

Si conferma il forte svantaggio del Mezzogiorno dove, nel 2015, le famiglie in povertà relativa sono circa un quinto di quelle residenti e quelle in povertà assoluta rappresentano il 9,1%.

Gli italiani poveri sono in totale circa 8 milioni (3,4 % in più della media europea); di questi, rileva l’Istat, circa 4 milioni e mezzo vivono in condizioni di povertà assoluta. Ma come dicevamo le differenze tra nord e sud sono piuttosto marcate: le incidenze di povertà relativa più contenute si registrano in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, mentre la situazione più grave si conferma in Calabria. Anche l’intensità della povertà è più alta nel Mezzogiorno.

Supera il milione l’ammontare di individui che nel 2015 vivono in famiglie in condizione di grave deprivazione sia in Sicilia sia in Puglia. Le quote più contenute si rilevano in Veneto (3,6%, corrispondente a circa 178 mila individui) e in Friuli-Venezia Giulia (4,9%, poco più di 59 mila individui).

IL REDDITO MEDIO

Quanto al reddito familiare medio le differenze sono abissali con le regioni del Nord abbondantemente sopra la media nazionale (29.472 euro annui) e quelle del sud in fondo alla classifica.

Qualche esempio: in Lombardia il reddito familiare medio si è attestato  nel 2015 a 34.831 euro; poco più di 34mila euro in Emilia Romagna, 31.392 in Veneto e quasi 33mila euro in Toscana. La maglia nera della classifica va invece alla Sicilia con 21.807 euro, seguita da Calabria e Basilicata. 

SANITÀ E SALUTE

Anche i dati relativi alla sanità dimostrano che Sud e Centro nord sono due Paesi diversi. Il Mezzogiorno può consolarsi con il tasso di mortalità per tumori (inferiore alla media nazionale), ma per il resto è un bagno di sangue. Il divario tra Nord e Mezzogiorno resta evidente in quasi tutti gli indicatori: spesa pubblica pro capite, mortalità infantile, posti letto ospedalieri. I sistemi ospedalieri di Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana si confermano veri e propri "poli di attrazione" di ricoveri per i non residenti. Al contrario Calabria, Sicilia e Campania mostrano flussi in uscita significativamente più elevati dei flussi in entrata.