Reddito di cittadinanza e patto per il lavoro: quali sono le regole

L'Anpal ha diramato una circolare in cui fornisce alcune indicazioni sui compiti dei Centri per l'Impiego nei confronti dei percettori del reddito di cittadinanza

Foto di repertorio

Il fine ultimo del reddito di cittadinanza non è certo fornire assistenza a chi non lavora, ma anche trovare ai percettori del sussidio un'occupazione così da non avere più necessità di ricevere l'importo mensile nella RdC Card. Eppure, questo meccanismo legato ai navigator e ai Centri per l'Impiego, non ha ancora preso piede in maniera efficace, anche perché non era ancora molto chiaro in che modo questi centri avrebbero dovuto attuare le legge sul reddito di cittadinanza e il cosiddetto "patto per il lavoro". Proprio per fare chiarezza sulle indicazioni operative, la circolare n.3 del 15 novembre pubblicata da Anpal fornisce tutte le informazioni relative ai compiti dei Centri per l'Impiego e le regole da rispettare per chi sottoscrive il patto.

Reddito di cittadinanza e lavoro: la circolare Anpal

La circolare stabilisce anzitutto che l'erogazione del reddito di cittadinanza è condizionata alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (Did) da parte dei componenti il nucleo familiare maggiorenni, non occupati e non frequentanti regolare corso di studi, nonché all'adesione a un percorso personalizzato di accompagnamento all'inserimento lavorativo e all'inclusione sociale. Ai beneficiari tenuti a stipulare il Patto per il lavoro Anpal attribuisce l'assegno di ricollocazione.

Il patto per il lavoro deve contenere gli obblighi e gli impegni previsti in capo al beneficiario. I beneficiari di reddito di cittadinanza che hanno già in essere misure di politica attiva del lavoro continuano a partecipare alle misure medesime senza necessità di modificare il proprio percorso di inserimento professionale e conservano il diritto al beneficio.

Reddito di cittadinanza, dove si stipula il patto per il lavoro

La circolare n° 3 del 15 novembre dell'Anpal specifica anche il il patto per il lavoro deve essere stipulato nelle seguenti sedi: 

  • i Centri per l'Impiego;
  • i soggetti accreditati ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. n. 150/2015.

Dopo l’erogazione del Reddito di cittadinanza i beneficiari vengono convocati dal Centro per l'Impiego competente per:

  • fissare il primo appuntamento;
  • la stipula del patto per il lavoro.

Il termine per la convocazione è di 30 giorni dal riconoscimento del beneficio.

Reddito di cittadinanza, obblighi e regole

Sottoscrivendo il patto per il lavoro, chi percepisce il reddito di cittadinanza si impegna in maniera automatica a rispettare i seguenti impegni: 

  • svolgere attività di ricerca attiva del lavoro, verificando la presenza di nuove offerte di lavoro;
  • accettare di essere avviato alle attività individuate nel patto per il lavoro;
  • sostenere i colloqui psicoattitudinali e le eventuali prove di selezione finalizzate all’assunzione.

Ricordiamo infine che il possessore di una RdC card deve, per legge, accettare almeno una di tre offerte di lavoro definite congrue.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Prende il reddito di cittadinanza, ma si "dimentica" di avere 78 auto intestate

  • Aumenti in busta paga da luglio 2020: chi può sorridere per il bonus "pieno" di 100 euro

  • In arrivo il bonus Tari: come funziona lo sconto sulla bolletta dei rifiuti

  • Estrazioni Lotto oggi e numeri SuperEnalotto di martedì 28 gennaio 2020

  • Grande Fratello Vip 2020: anticipazioni, cast e cosa c'è da sapere

  • Roberta Girotto, mamma scomparsa: ritrovato il suo corpo nel fiume

Torna su
Today è in caricamento