"Israele tortura e violenta i bambini palestinesi"

Drammatico dossier dell'Onu che esprime "profonda preoccupazione per i maltrattamenti e le torture ai bambini palestinesi". I giovani, dai nove ai diciassette anni, "vengono violentati, minacciati di morte ed è negata loro l'acqua e il cibo". Israele nega: "Dossier poco serio"

Sono parole che fanno rabbrividire. Numeri che fanno male. In undici anni, lo Stato di Israele ha arrestato, torturato e violentato settemila bambini fra i nove e i diciassette anni. E' questa l'accusa, contenuta al punto "E" di un dossier, fatta allo Stato del presidente Shimon Peres dal consiglio per i diritti dei bambini dell'Onu. 

Nel dossier, lungo ventuno pagine, l'Organizzazione per le Nazioni Unite esprime "profonda preoccupazione per i maltrattamenti e le torture ai bambini palestinesi arrestati, processati e detenuti da parte della polizia e dei militari israeliani. I metodi violenti - si legge nel dossier - cominciano dal momento dell'arresto e continuano per tutta la fase del trasferimento". Il reato per cui i giovani vengono fermati è avere tirato pietre verso i blindati "nemici" durante le incursioni notturne. 

Ed è proprio durante le incursioni notturne che avviene l'arresto, "con i bambini ammanettati in maniera violenta e poi bendati affinché non possano vedere dove vengono portati". Quasi sempre, accusa ancora il dossier, "i ragazzi catturati vengono trasferiti senza potere salutare i loro genitori, i quali non sanno mai dove i loro figli vengono imprigionati". 

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Una volta arrivati nei centri di detenzione, le violenze continuano. "I bambini vengono violentati fisicamente e mentalmente, con minacce di morte a se stessi e ai membri della loro famiglia, e viene loro negato il cibo, l'acqua e l'accesso ai bagni". A "giustificare", si fa per dire, questi metodi, la voglia dei militari israeliani di "ottenere confessioni, anche arbitrarie", come svelato da "soldati dell'esercito" all'Onu. 

Secca, quasi stizzita, la smentita del portavoce del ministero degli Esteri israeliano Yigal Palmor: "E' un rapporto non serio. Ci sono fonti secondarie, non verificate e non ci sono richieste a Israele né di informazioni né di cooperazione". "In altri casi, come ad esempio quello del rapporto dell'Unicef, Israele - ha proseguito - ha collaborato con delle informazioni. In questo caso è l'opposto".

Il problema, purtroppo, è che il rapporto Unicef del marzo scorso parlava di "maltrattamenti diffusi, sistematici e istituzionalizzati ai danni dei settemila minori palestinesi detenuti nel sistema militare israeliano". Oggi, nonostante la "mancata collaborazione di Israele", la media sembra essere rimasta drammaticamente la stessa. E, i metodi anche. 

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