El Chapo estradato negli Usa, così il Messico avverte Trump: "Niente è gratis ..."

Gli esperti non hanno dubbi. E' il "timing" a fornire la prova di come la decisione di dare il via libera all'estradizione del "nuovo Escobar" sia "un regalo d'addio a Obama" e, soprattutto, un avvertimento al neo-presidente

E' un chiaro segnale al presidente Donald Trump. E' il modo per evidenziare le "buone relazioni" del Messico con l'amministrazione uscente di Barack Obama. Soprattutto, è la mossa che conferma l'idea di un rapporto ancora tutto da costruire con il prossimo inquilino della Casa Bianca. In poche parole, è così che lo Stato "oltre-muro" ha deciso di mostrare al tycoon dal pugno duro che, se si manterrà la linea della "caccia all'immigrato", non tutti i negoziati con il Messico saranno agevoli come quello che ha portato all'estradizione del leader del cartello di Sinaloa, "El Chapo" Guzman, a New York.

Poco importa, secondo gli analisti e come raccontato dal Washington Post, che il nuovo ministro degli Esteri messicano, Luis Vidergaray, abbia già instaurato strette relazioni con la squadra di Trump durante la campagna elettorale per la Casa Bianca: il timing dell'estradizione non può essere una semplice coincidenza. Tutt'altro: "E' il tentativo di evitare di recapitare il 'pacco regalo' al 45esimo presidente degli Stati Uniti". Il messaggio a Trump è chiaro: "Niente sarà gratis".

L'arrivo a New York e non a Washington, sede dell'Fbi, a Fairfax, sede della Cia, o ad Arlingont, sede della Dea, è un altro chiaro messaggio. La consegna del Chapo al tribunale di Brooklyn è un modo per attribuire le future competenze processuali, spiegano le fonti al Washington Post, alla giustizia ordinaria e non a quella federale, che fa capo direttamente alla Casa Bianca. Sarà un tribunale di Brooklyn a decidere le sorti del narcotrafficante accusato di aver introdotto negli Stati Uniti "tonnellate di droga" e di aver alimentato la guerra fratricida tra i narcos in Messico. Se sarà lo Stato di New York a processarlo, il narcotrafficante eviterà la pena capitale, ed è qui che risiederebbe la chiave dell'estradizione: qualora fosse invece processato per traffico di droga, omicidio e riciclaggio in California o in Texas rischierebbe, invece, la condanna a morte.

Secondo Jorge Chabat, esperto di sicurezza citato dal New York Times, "il fatto che El Chapo sia stato consegnato a Obama rappresenta un chiaro messaggio politico", ovvero che "questo è il governo con cui si è collaborato a lungo e lavorato strettamente". 

Evitando di consegnarlo a Trump dopo il suo insediamento equivale a una dichiarazione sottile: 'Potremmo fare lo stesso per te, in futuro, se tu avrai buone relazioni con noi. In caso contrario non ci saranno altri trafficanti estradati'.

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