C'è speranza per Tafida, il giudice: "Non staccate la spina, la bimba può curarsi in Italia"

L'Alta Corte britannica si è espressa in favore dei genitori, che si erano opposti alla decisione dei medici inglesi, pronti ad interrompere le cure sulla bimba di 5, anni ricoverata in gravissime condizioni dopo un trauma cerebrale. Un caso simile a quelli di Charlie e Alfie

La piccola Tafida Raqeeb in una foto pubblicata su Facebook dalla pagina "Save Tafida"

Ci sono ancora speranze Tafida Raqeeb, la bambina di 5 anni ricoverata in gravissime condizioni al Royal London Hospital di Londra dopo un trauma cerebrale: la piccola potrà essere presa in carico dall'ospedale Gaslini di Genova. L'Alta Corte britannica ha deciso di accogliere la richiesta dei genitori che si erano opposti alla decisione dei medici di “staccare la spina” alla piccola.

Tafida come Charlie e Alfie, il giudice: ''Potrà essere curata in Italia''

Il caso ricorda quello di altri due piccoli, Charlie Gard e Alfie Evans, al centro di una dura battaglia giudiziaria tra medici e genitori, terminata con la morte di entrambi i piccoli a seguito dell'interruzione del supporto vitale. Questa volta il giudice dell'Alta Corte Alastair MacDonald - riporta il 'The Guardian' - si è pronunciato a favore dei genitori di Tafida e contro il Barts Health Nhs Trust, che gestisce l'ospedale a est di Londra, dove la piccola è ricoverata da febbraio.

I genitori della bambina, Shelina Begum, 39 anni, e Mohammed Raqeeb, 45, si sono rivolti all'Alta Corte contestando la prognosi 'senza speranza' dei medici del Royal Hospital. Per MacDonald "lo stesso ospedale in cui si trova Tafida, o l'ospedale Gaslini in Italia o un'altra struttura dovranno continuare a curare la bimba con trattamenti di sostegno alla vita". In particolare, al Gaslini i medici potrebbero eseguire una tracheotomia, permettendole di tornare a casa e di essere ventilata a domicilio. David Lock, in rappresentanza dei genitori di Tafida, ha ringraziato il giudice per la sua sentenza, giunta come "un sollievo intenso" dopo "l'intollerabile pressione" degli ultimi mesi. L'ospedale londinese ha ora 21 giorni per presentare ricorso, ma sia il giudice che gli avvocati della famiglia Raqeeb hanno esortato ad accelerare la decisione date le circostanze del caso.

L'ospedale Gaslini di Genova: "Felici di accogliere Tafida"

"Siamo felici di poter accogliere Tafida all'ospedale Gaslini. Fin da subito abbiamo offerto la disponibilità ad accogliere la piccola e la sua famiglia nel nostro ospedale, poiché non sempre, purtroppo, è possibile guarire, ma sempre è doveroso prendersi cura e offrire spazio di accudimento e accoglienza". Lo dichiara Paolo Petralia, direttore generale Istituto Giannina Gaslini di Genova, dopo il via libera dell'Alta Corte britannica alla presa in carico da parte dell'Irccs ligure della bimba in gravissime condizioni dopo un trauma cerebrale.

"Questo tempo, che viene offerto a Tafida e alla sua famiglia - sottolinea Petralia - è una condizione di dignità e qualità di vita, che da sempre al Gaslini viene offerto ai bambini di tutte le nazionalità e in tutte le condizioni. E in questo, ancora una volta, portiamo avanti la missione del nostro fondatore, rivolta ai bambini di ogni condizione, di ogni dove e in ogni tempo".

La mamma di Tafida lancia un messaggio a Papa Francesco

 “Un grande ringraziamento a tutti gli italiani per aver creduto nella campagna per Tafida, vorremmo che gli italiani continuassero a sostenerla anche quando arriverà in Italia. In particolare ho un messaggio per il Papa: chiedo che venga a trovarla quando sarà in Italia. Non sono ancora in contatto con lui ma andrò da lui”. Così a Sky TG24 Shelina Begum, madre di Tafida Raqeeb, la bambina di cinque anni ricoverata in gravi condizioni al London Royal Hospital e a cui i medici volevano sospendere la ventilazione artificiale, dopo che oggi l'Alta Corte britannica ha accolto il ricorso dei genitori contro questa decisione, consentendo loro di proseguire le cure presso l’ospedale Gaslini di Genova. 

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