Corruzione, arrestati il sindaco leghista di Legnano e due assessori

Il Prefetto di Milano ha commissariato il comune di Legnano dopo l'inchiesta che ha travolto Giambattista Fratus, ora ai domiciliari come pure l’assessora alle opere pubbliche Chiara Lazzarini. Il vicesindaco e assessore al bilancio Maurizio Cozzi invece è in carcere

La guardia di finanza ha arrestato il sindaco leghista di Legnano (Milano), Giambattista Fratus, e due assessori nell’ambito di un’indagine su turbata libertà degli incanti e corruzione elettorale. La misura cautelare è stata compiuta su disposizione della Procura di Busto Arsizio.

A Fratus sono stati concessi gli arresti domiciliari, così come a uno dei due assessori coinvolti, quello alle opere pubbliche Chiara Lazzarini. L’assessore al bilancio e vicesindaco Maurizio Bozzi è invece in carcere.

Il Prefetto di Milano ha poi deciso di revocare il mandando del Sindaco di Legnano Giambattista Fratus e commissariare il Comune lombardo.

"Il prefetto - spiega una nota - considerato il caso di necessità ed urgenza, per garantire il normale funzionamento del Comune, ha nominato il vice prefetto dottoressa Cristiana Cirelli commissario per la provvisoria gestione dell'Ente, con le funzioni del sindaco e della giunta".

Corruzioni, arrestati il sindaco di Legnano e due assessori

Gli arrestati sono accusati anche di turbata libertà del procedimento di scelta. Il reato di “turbata libertà degli incanti” prevede la reclusione da sei mesi a cinque anni e una multa da 103 a 1.032 euro per “chiunque, con violenza o minaccia, o con doni, promesse, collusioni o altri mezzi fraudolenti, impedisce o turba la gara nei pubblici incanti o nelle licitazioni private per conto di pubbliche Amministrazioni, ovvero ne allontana gli offerenti”. Se il colpevole è persona preposta dalla legge o dall'Autorità agli incanti o alle licitazioni suddette, la reclusione è da uno a cinque anni e la multa da euro 516 a euro 2.065.

Nell’ambito dell’operazione “Piazza Pulita” sono stati impegnati oltre 50 finanzieri.

Fratus è accusato di aver concesso un incarico presso una partecipata alla figlia di un candidato escluso al primo turno, in cambio dell’appoggio elettorale al ballottaggio. Secondo gli inquirenti, la promessa è stata mantenuta con un incarico presso la Aemme Linea Ambiente s.r.l.

Al centro dell'inchiesta della Gdf figurano tre posizioni dirigenziali pubbliche assegnate dagli indagati "a soggetti a loro graditi". In particolare vengono contestate una serie di "turbative nello svolgimento delle procedure selettive" per la selezione del dirigente per lo sviluppo organizzativo del Comune di Legnano, del direttore generale di Agma Legnano s.p.a e di un incarico professionale presso la partecipata Euro.pa Sevice s.r.l.

La nomina di "soggetti e amici e conoscenti, manovrabili e in futuro riconoscenti" è avvenuta attraverso "spregiudicate manipolazioni di procedure", secondo quanto spiegato dal procuratore aggiunto di Busto Arsizio Giuseppe D'Amico.

La mozione di sfiducia, la crisi in consiglio e lo spettro del commissariamento

A fine marzo la giunta guidata da Fratus si era trovata nell'occhio del ciclone dopo la presentazione di una mozione di sfiducia nei confronti proprio della neoassessora Chiara Lazzarini, che faceva riferimento alla pendenza giudiziaria che la riguarda come ex presidente della municipalizzata Amga. Situazione arrivata in prescrizione in sede penale, mentre in sede civile la magistratura deve ancora esprimersi.

Nella mozione le minoranze si riferivano ai fatti di Amga sottolineando come fosse "tuttora in corso la causa promossa da Amga contro Chiara Lazzarini ed altri per richiedere un risarcimento danni derivati dalla sua attività di amministrazione di questa società". Secondo le opposizioni sussistevano "evidenti ragioni di incompatibilità politica e di possibili conflitti di interesse istituzionale". La mozione aveva scatenato una crisi in consiglio comunale e il comune era arrivato un passo dal commissariamento.

Le reazioni della politica

"Non commento le indagini, ho fiducia nei miei uomini e nella magistratura. Spero che tutte queste indagini che si stanno aprendo si chiudano in fretta per distinguere colpevoli e innocenti”, ha detto il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini da San Severo, in provincia di Foggia.

 Sulla vicenda è intervenuto anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, definendosi “molto preoccupato per i casi emersi in questi giorni” che hanno “coinvolto sia la destra sia la sinistra”. Di Maio poi ha aggiunto: “Il sistema dei partiti continua ad essere fortemente inquinato, spuntano tangenti ovunque, ogni giorno”. Per questo, ha concluso, il 26 maggio “la scelta sarà tra noi e questa nuova Tangentopoli”.

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