Lusi: "Ecco come e per chi prendevo quei soldi"

Il senatore, ex tesoriere della Margherita, nelle oltre 7 ore di interrogatorio nel carcere di Rebibbia spiega "per conto di chi" acquisto immobili e fece "prelievi" per oltre 20 milioni di euro. Al centro dell'accordo, "Rutelli e Bianco"

Oltre sette ore di interrogatorio per far luce, dal suo punto di vista, su tutto lo scandalo. Luigi Lusi, davanti al gip del tribunale di Roma, Simonetta D'Alessandro ha spiegato, come confermato dai legali dell'ex tesoriere Marghertia, "come funzionava il sistema e quello che era il suo ruolo".

Il senatore ha portato all'attenzione degli inquirenti documenti e fatto riferimento a carte che la Procura può acquisire e che adesso saranno oggetto di valutazione dei pubblici ministeri.



Luigi Lusi, dopo il via libera del Senato al suo arresto, deve ora rispondere delle accuse di associazione a delinquere e appropriazione indebita in relazione all'ammanco di oltre 22 milioni di euro dalle casse della Margherita.

Stando a quanto emerge dal carcere di Rebibbia, Lusi ha fatto i nomi e chiarito le circostanze di ogni "prelievo". Quindi, ha portato al cospetto degli inquirenti tutte le mail che ha scambiato con Francesco Rutelli nell'ambito di quello che ha chiamato un vero e proprio "patto di spartizione" stretto nel 2007, anno di scioglimento del partito della Margherita.

Patto al quale partecipò anche Enzo Bianco.

Da qui, la decisione degli inquirenti di procedere alle verifiche sui documenti consegnati da Lusi. Da qui la decisione dei suoi legali di avanzare richiesta di scarcerazione soltanto dopo che queste ricerche della Finanza saranno terminate. 

Lapidario il commento di Rutelli: "Se è vero che Lusi ha detto di aver concordato con la corrente rutelliana le operazioni di ladrocinio a beneficio personale e dei suoi famigliari, significa che Lusi vuol fare la fine di Igor Marini". Marini, faccendiere balzato agli onori delle cronache per il caso Telekom Serbia, che fu condannato a 10 anni di carcere anche per il reato di calunnia ai danni proprio di Rutelli.

Ma i fatti spiegati da Lusi sarebbero, secondo quanto si apprende, molto circostanziati: prima del 2007 e a partire dal 2001 - gli anni 'della Margherita' - le casse del partito erano infatti oggetto di controlli metodici e scrupolosi. Sarebbe solo dal momento dello scioglimento del partito, spiega Lusi, che i controlli sarebbero stati allentati.

Ed è proprio dopo il 2007 che Lusi spiega di aver "effettuato gli investimenti immobiliari per conto della corrente rutelliana. I soldi destinati a me" ha spiegato l'ex tesoriere "li ho effettivamente usati per i viaggi e per altre spese personali, compreso il trasferimento all'estero. Ma gli immobili sono tracciabili, sapevo che sarebbero dovuti rientrare nella disponibilità del partito".

In pratica, gli immobili sarebbero stati acquistati sì da Lusi, "ma in qualità di fiduciario". 

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