Il PalermoDay del M5s, Di Maio: "Non consegnate la Sicilia ai mafiosi"

Gli esponenti pentastellati divisi in più punti della città per cercare potenziali elettori in vista del rush finale per il voto del 5 novembre. Di Maio: "Nessuno ha parlato dello schifo che sta avvenendo nelle liste"

E' partito con una visita al porticciolo della Bandita di Di Maio il "Palermo Day" del Movimento 5 Stelle. Si tratta della seconda giornata di un weekend che ha visto impegnati in Sicilia quasi tutti i "big" del Movimento, oltre a Beppe Grillo.

Gli esponenti pentastellati hanno deciso di "dividersi" in più punti di Palermo per incontrare cittadini e cercare, nella città di Leoluca Orlando, potenziali elettori in vista del rush finale per il voto del 5 novembre, a soli sette giorni dal voto. "A Palermo con me Beppe Grillo, Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista - ha detto Giancarlo Cancelleri, il candidato alla presidenza della Regione -. Siamo in giro in tutta la città, ci vedrete dove meno ve lo aspettate. Per incontrarci basterà uscire di casa".

Intorno alle 11 il candidato premier del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, si è presentato al porticciolo della Bandita per incontrare i pescatori palermitani.

Con lui anche il deputato regionale Giampiero Trizzino. I pescatori hanno mostrato a Di Maio le condizioni delle banchine, quasi sommesae dall'acqua. Di Maio ha chiesto informazioni a Trizzino e "preso appunti", per poi virare sulla questione riguardante la campagna elettorale. Ai giornalisti che gli hanno chiesto se nel M5S c'è un problema di individuazione di classe dirigente lui ha risposto: "Vedete qua in Sicilia quelli che stanno contro di noi che classe dirigente hanno individuato. Nessuno ha parlato dello schifo che sta avvenendo nelle liste. Qua c'è gente che era in galera ed è candidata e nessuno grida allo scandalo. Noi abbiamo fatto dimettere in due ore un capo di gabinetto che aveva chiesto di togliere una multa di 25 euro. Qua c'è gente sotto processo per voto di scambio e commistione di mafia e nessuno ne parla. Perché nessuno ne deve parlare perché più gente va a votare più possibilità abbiamo di vincere".

"Oggi siamo più che favoriti - ha continuato Di Maio - e siamo gli unici che possono battere questa armata di impresentabili capeggiata dal presentabile Musumeci che, però, si avvale dei voti di chi sta in galera o sotto processo. Siamo gli unici che possono portare la Sicilia nel futuro invece di farla tornare nel baratro da cui stiamo cercando di portarla fuori. La morale è una sola: se ci affidiamo a chi ha governato questa regione e l'ha data in mano alla mafia per troppi anni, allora questa regione continuerà solo a parlare di mafia per tanti anni ancora. Noi chiediamo ai siciliani di darci fiducia".  

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