Bersani-Renzi si mettono i panni del 'mio miglior nemico’

E' scontro vero ma solo fino a un certo punto. I due candidati alla leadership del centrosinistra alle prossime elezioni abbaiano ma non mordono. Ecco il resoconto 'domanda per domanda' del duello tv andato in onda su Rai Uno

Alla fine si stringono la mano e si abbracciano. Forse un po’ frettolosamente, ma chi si aspettava colpi bassi o un copione da notte dei lunghi coltelli è rimasto deluso. Parecchie scintille e pochi botti. Anche l'Italia può essere un Paese normale. I due contendenti si sono sfidati più sui contenuti che non sugli attacchi reciprochi e lì qualche differenza è venuta fuori soprattutto in tema di alleanze di governo. Il no di Renzi a Casini e Fini è stato netto, Bersani invece è deciso a mettere insieme Vendola e l’Udc.
E dire che i due finalisti alle primarie del centro sinistra si erano presentati davanti alla platea di Rai 1, mostrandosi subito ‘diversi’.

Camicia bianca arrotolata alle maniche e cravatta scura per Renzi, abito marrone, camicia bianca e cravatta rossa per Bersani. Due stili diversi ma soprattutto due modelli a confronto: sull’idea di Sud e sulla lotta alla mafia, sulla politica estera, sul fisco, il lavoro, i diritti, il conflitto di interessi, la legge elettorale e la riforma della politica. Poco pepe da talk show e parecchia sostanza, senza aggressioni reciproche.

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In cento minuti di confronto giusto un paio di tirate di orecchie. La prima la fa Bersani. Renzi non vuol sentire parlare di “inciucio” con Casini, il segretario del Pd alza il tiro: “Quando siamo andati da soli ha vinto Berlusconi” e ancora: “Attento a non usare gli argomenti dell’avversario”. La seconda stoccata della serata la mette a segno Renzi. Bersani parla di America e F-35; in quelle parole sembra ci sia di mezzo quel “profumo di sinistra” che vuol respirare Vendola. Renzi lo stoppa subito: “Quello degli F35 è un problema che riguarda noi, non gli Usa; io ho proposto il dimezzamento ma non cerchiamo di prendere un voto facile, non facciamo demagogia, proprio te segretario”.


Annotazioni: in tutto il dibattito Renzi ha parlato di due moduli di gioco, di passato e futuro ma ha utilizzato solo una volta la parola ‘rottamazione’ e mai la parola ‘loro’. Bersani invece ha chiamato per nome Renzi, ‘Matteo’, solo quando ha attaccato o comunque prima di ogni netta distinzione. Alla fine Renzi ha parlato cercando di entrare nelle corde dei bersaniani  e magari spostarne parte del consenso. Bersani, sull’Europa, le alleanza, la politica militare, ha strizzato l’occhio a quelle 600mila crocette consegnate in dote a Vendola. I numeri reali del dibattito li scopriremo domenica ad urne chiuse.

LA DIRETTA
Ancora non è iniziato il confronto in diretta tv ma subito le prime turbolenze: lo staff della Rai, guidato da Fabrizio Casinelli e Dante Fabiani, ha creato un vero e proprio 'cordone sanitario' intorno ai leader per evitare che i giornalisti riuscissero a parlarci o ad avvicinarli. Dentro gli studi Rai una vera e propria ‘caccia' al cronista; sono stati monitorati camerini per il trucco e backstage dello studio. Discussioni animate stanno complicando il pre-confronto tv tra Renzi e Bersani. Inizia la diretta su Rai 1. Renzi in camicia bianca  - con le maniche arrotolate – e cravatta scura. Bersani in giacca e cravatta, camicia bianca e cravatta rossa. Podio all’americana, di tre quarti.

Prima domanda, si parte: crisi e consumi
Renzi: 21 miliardi di euro l'anno per chi guadagna meno di 2mila euro al mese. Dobbiamo rimetter in tasca i soldi al ceto medio. Due considerazioni. La prima: dobbiamo tagliare dove non è mai stato tagliato. Recuperiamo i soldi dal gioco d’azzardo, almeno 20miliardi. Seconda: guardare al merito per il domani.
Bersani: Prendiamo atto che sono 5 anni di seguito che il reddito delle famiglie sta calando. Cala il risparmio, calano i consumi. Io non prometto 20 miliardi, così ci intendiamo. Chi ha di più rinunci a qualcosa per chi ha di meno (patrimoniale?). E poi , mettere in moto gli investimenti, meno tagli ai comuni e più impresa con l'aiuto della Cassa depositi e prestiti.

Evasione
Bersani: A coloro che evadono il fisco è per umanità che gli mandiamo l’ambulanza. Non ne avrebbero il diritto. Gira meno contante nel resto d’Europa. Se vogliamo combattere l’evasione abituiamoci a far girare meno contante. Lotta al nero.
Renzi: Cosa abbiamo fatto in questi anni. Un po’ di responsabilità c’è l’abbiamo anche noi del centro-sinistra. Avevo i calzoni corti quando mi parlavano di evasione. Perché non abbiamo fatto niente? Perché il modello è quello di Equitalia, forte coi deboli. Perché non facciamo un accordo con la Svizzera. Incrociamo le banche dati. Bersani si prende la prima replica: “Equitalia non l’abbiamo mica inventata noi, intendiamoci. Noi se andremo al governo la miglioreremo”. E sulla questione Svizzera: “Io non ci sto, è una patrimoniale”. Renzi controreplica: “Tu e Visco gli avete dato i poteri. Sei stato al governo 2547 giorni e forse qualcosa di più andava fatto”. Prime schermaglie.

Sud
Renzi: “Non c’è un problema sud c’è un problema Italia. I temi della nostra campagna per primarie servono a tutto il paese: la deburocratizzazione, la mancanza di investimento su chi ha idee, l'uso intelligente dei fondi europei. La nostra sfida si gioca al sud: o liberiamo il sud da raccomandazioni e burocrazia oppure non andremo da nessuna parte. Non ho preso molti voti al sud ma sono contento di perdere le primarie se il sud non capisce che serve una scossa e un cambio di mentalità”. Cosi' Matteo Renzi, durante la sfida tv, affronta la questione del sud.
Bersani: “La lotta della legalità è un grande problema nazionale; al Sud la criminalità occupa il territorio, al Nord investe e si inserisce nell'economia reale. È la più grande industria nel Paese e non possiamo far spallucce e girarci dall’altra parte”.

Egitto

Bersani: Nella questione egiziana è centrale la vicenda palestinese. Domani all’Onu c’è un passaggio importante. C’è un quesito al vaglio dell’assemblea: la Palestina come Paese tra gli osservatori di quello che sta succedendo in Egitto. Noi dobbiamo votare sì, non possiamo umiliare le posizione moderate.
Renzi: Non sono d’accordo che il nodo del problema sia il conflitto israeliano-palestinese. Il punto centrale di quell’area deve essere la questione iraniana, la madre di tutte le madri. Dobbiamo sostenere quell’onda verde iraniana. Bersani replica: Questa è una cosa importante, attenzione. Tutti i paesi dell’area mediterranea voteranno sì; l’Italia deve parlare con tutti ma incoraggiare le posizioni moderate. Punto.

Industria
Bersani: Il nostro sistema produttivo è in difficoltà. Abbiamo perso 20 punti dal 2007 ad oggi. Se sei azionista pubblico è proprio il caso di vendere e mi riferisco all’Ansaldo? La Fiat c’è la fa da sola? E la chimica verde, l’Ilva ma anche Piombino. Stesso problema per quel che riguarda l'edilizia. Dobbiamo fare uno sforzo di qualificazione del sistema produttivo.
Renzi: Quando uno sottolinea le cose fatte male non è che vuol fare il Giamburrasca di turno. La politica industriale è il simbolo di tutto questo. Il punto vero è che noi abbiamo spostato nel futuro il problema. Con l’Ilva abbiamo concesso alla famiglia Riva di fare il suo comodo senza occuparcene. La politica industriale negli ultimi vent’anni non c’è stata. Su questi temi forse abbiamo qualcosa da farci perdonare.
Bersani replica: Non mettiamo assieme gli ultimi vent’anni. Renzi prende la parola: A parte Fede e la Santanchè sono tutti delusi del governo Berlusconi, non è questo il problema. Parliamo di quello che non abbiamo fatto.

Tagli alla politica
Renzi: Abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Qualcuno dice che è demagogico. Io credo invece in quel referendum che lo mise nero su bianco. I costi della mia campagna elettorale sono tutti on-line. No ai vitalizi e dimezzamento dei parlamentari. E ci vuol molta più legalità.
Bersani: Noi del Pd abbiamo fato passare due cose, il vitalizio e il dimezzamento dei finanziamenti alla politica. Dobbiamo partire dalla politica. Un grande manager prenda una buona
Renzi replica: secondo me non basta il dimezzamento. Qui va abolito, dobbiamo avere il coraggio di dire stop. E dobbiamo avere il coraggio di mettere online tutti i costi della politica, ogni fattura. Bersani controreplica: Chi ha inventato la democrazia, la Grecia di Pericle, aveva compreso una questione centrale: io non mi rassegno all’idea che solo i ricchi possano fare politica. Renzi controreplica: Da Pericle a Fiorito è un'operazione un po’ ardua; Fiorito è di quegli altri, va bene, ma abbiamo avuto i nostri problemi.

Conflitto di interessi
Bersani: Certamente non aver fatto un antitrust forte e credibile è stato un errore della sinistra. Il punto è che in ogni settore economico ci deve essere concorrenza e norme che segnino l’incompatibilità. Dobbiamo lavorarci ma secondo me si parte da lì.
Renzi: D’accordo sul principio dell’autorità. Detto questo non giriamoci intorno. Il problema è che non l’abbiamo fatto quando al governo c’eravamo noi. Il conflitto di interessi è la dimostrazione che abbiamo fallito. La sinistra ha fallito su due temi: non aver fatto il conflitto di interessi e nel 2008, quando Dini e Mastella hanno mandato a casa Prodi. Nei primi 100 giorni faremo la legge sul conflitto di interessi.

Pensioni
Renzi: Io credo che dobbiamo pagare un tributo alla serietà. In Italia si vive più a lungo e la riforma Fornero va in questa direzione. Da qui non si torna indietro. Noi non dovevamo abolire lo scalone, 9 miliardi di euro che poteva finire nel sociale. Lì abbiamo fallito, per questo punto sulla rottamazione.
Bersani: Matteo bisogna che tu approfondisca un po’ di più il tema. Noi dobbiamo immaginare un sistema di uscita flessibile. Chi va prima prende meno chi va dopo prende di più. Il capitolo degli esodati non è una cosa da poco. Stiamo parlando di un sistema che costerà miliardi ed io non posso pensare che la partita sia finita finché non sistemiamo il salario per gli esodati, che rischiano di rimanere senza stipendio per anni.

Cominciano le domande dei comitati:
Concorrenza (comitato Bersani)
Renzi: Se le autorità di garanzia non fanno il suo mestiere non si va da nessuna parte. Sulle assicurazione non siamo andati bene. Dovremmo insistere sulle pompe bianche, ma qui si devono levare le accise. Dobbiamo lavorare sugli effettivi benefici che le liberalizzazioni portano alle persone.
Bersani: Liberalizzare è di sinistra. La democrazia che da le regole al mercato è di sinistra. Io in quei 2mila e tot giorni ho fatto un po’ di cose: dall’elettricità, ai treni, alla comunicazione. Queste cose non si dicono, si fanno. Ma si fanno se vinciamo bene, perché sono battaglie molto difficili.

Credibilità e agenda Monti (comitato Renzi)
Bersani: L’ultima volta che abbiamo fatto tutto da soli ha vinto Berlusconi (richiamo sull’alleanza verso Casini). Sel è una forza europeista che parteciperà ai lavori dei progressisti. Su Monti: dobbiamo andare oltre con un po’ più equità. Se Monti va d’accordo con Hollande lo possiamo fare anche noi. Cerchiamo di non metterci in una strettoia.
Renzi: Non dobbiamo sottovalutare il problema. Vendola ha votato contro Prodi e ha fatto l’inciucio con Mastella. Lì sono nati i nostri problemi. Segretario, sei circondato da gente che semplicemente cerca di allungare un posto. Se noi vinciamo le elezioni e poi cominciamo a discutere è un problema. Siamo sicuri che terremo tutte insieme le diversità? Bersani si prende l’ultima controreplica: Attenzione Matteo a non utilizzare il linguaggio degli avversari. All’epoca non c’era il Pd. Tu Matteo sai bene come abbiamo costruito le alleanze. Garantiamo all'Europa e al mondo che siamo in condizioni di governare, questo non può essere messo in dubbio.

Mafia (comitato Bersani)
Renzi: Ho chiuso la campagna a Cinisi percorrendo i ‘Cento Passi’. Più soldi alle forze dell’ordine, quindi più mezzi e una decisa lotta al racket in tutto il Paese. E poi la scuola: la grande scommessa è quella educazionale e  generazionale. La mafia si combatte con una nuova cultura.
Bersani: Il problema è nazionale. Al sud le mafie occupano il territorio, al nord investono. Hanno soldi e son gli unici ad avere liquidità e quindi ad investire facilmente. Noi dobbiamo partire da lì. Subito una legge sul falso in bilancio e sul voto di scambio. Noi abbiamo sul fronte tanta gente, forze dell’ordine, magistrati, buoni amministratori e qualcuno ci ha lasciato la vita. Lo dico al nord: basta stereotipi perché sennò lasciamo sul fronte da sola troppa gente perbene.

Da qui in poi domande brevi, 30 secondi a risposta.
Alleanze di Governo

Bersani: Non escludo la presenza di forze di centro.
Renzi: Il programma che vince è quello di governo, chi non c’è ora sta fuori.
La squadra di governo
Renzi: 10 in tutto. 5 uomini, 5 donne
Bersani: Almeno venti ministri, metà uomini e metà donne. Con un rinnovamento generazionale molto netto.
Le prime tre cose una volta al governo
Bersani: Chi studia qui è italiano fin dal primo giorno; una norma secca antimafia-anticorruzione e poi lascerei qualche sorpresa, chi governa deve sorprende.
Renzi: Tre cose sul lavoro, ridurre le norme; semplificarne la burocrazia; piano per il digitale
Diritti
Renzi: nei primi 100 giorni la civil partnership
Bersani: unioni civili secondo la legge tedesca, che Casini sia d’accordo o meno, così ci capiamo.
Violenza sulle Donne
Bersani: È uno scandalo, dobbiamo ridefinire il sistema delle pene
Renzi: Sono omicidi vergognosi. Norme più severe
Sulla questione americana Bersani attacca sugli "F35", Renzi replica deciso: "Questa cosa non riguarda l’America, segretario non metterti a fare demagogia anche tu".

Ultime battute prima degli appelli:
Renzi: Ci unisce l'idea che la politica è una bella cosa. Cosa ci separa? Ci hanno descritto come lo zio prudente contro il figlio coraggioso. Secondo me non possiamo andare nel futuro con le stesse persone che accompagnano Bersani che non hanno scritto una riga di futuro”.
Bersani: Quattro le persone a cui il segretario chiederebbe scusa. “Chiederei scusa a mia moglie e alle mie figlie per tutto il tempo che ho rubato loro. È una cosa tristissima. E poi a una persona che non c’è più, il mio parroco che ci soffrì quando feci lo sciopero dei chierichetti. Spero che da lassù mi perdoni". Renzi sorride: “Tra Papa Giovanni XXIII e il parroco…”

APPELLI FINALI, TRE MINUTI A TESTA
Renzi: Il sindaco di Firenze ha chiesto subito “tornare a votare”. Siamo partiti contro tutto e contro tutti, mi hanno dipinto come un mostro, un infiltrato, poi invece nelle regioni rosse chi ci conosce non ci ha evitato. La politica deve far scaldare i cuori. Il Pd non può essere il Pci o la Dc 2.0. Non si possono cambiare i simboli senza cambiare le persone e la storia del Paese davvero. La nostra generazione è cresciuta un po’ viziata e bambocciona, abbiamo deciso di provarci proponendo un cambiamento non basato sulle certezze ma sul rischio: oggi il vero rischio è non cambiare. Se vi va di cambiare sul serio domenica andate a votare”.
Bersani: Il segretario del Pd affida a Lucrezia la chiusa. Chi è Lucrezia? Si tratta di una bimba di 4 anni, figlia di un'infermiera, che Bersani ha incontrato durante la sua visita all'Istituto dermatologico Idi di Roma in crisi da mesi. “All’uscita una bambina di 4 anni, Lucrezia, mi ha detto: ‘Io per Natale voglio una bambola rossa e lo stipendio per la mia mamma’. Ecco, riuscirò o meno a risolvere i problemi? Vedremo, ma cercherò di guardare il mondo e l’Italia da quel punto di vista lì, se lo si guarda da quel lato si fa un Paese migliore”.

La Maggioni saluta, “questo è il servizio pubblico”. Parte la sigla, campo lungo. I due si scambiano la mano e si abbracciano, un po’ frettolosamente.
















 

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