Travaglio: "Ai 5 Stelle conviene tornare all'opposizione". E anche Di Battista boccia la pace con Salvini

Secondo il direttore del Fatto un'eventuale crisi di governo danneggerebbe più Salvini che Di Maio. Per l'ex parlamentare il M5s deve mantenere "lo stesso atteggiamento dell'ultimo mese e mezzo"

Marco Travaglio a "Otto e Mezzo" (screenshot La7)

E ora? Dopo la débâcle alle europee, in casa 5 Stelle si tenta una prima analisi della sconfitta. Che cosa è andato storto? Dove si è sbagliato? Come rimediare? Ieri Di Maio ha detto che farà tesoro della lezione, ma non è ancora chiaro come si comporterà nei prossimi mesi né quale strategia abbia davvero in mente a parte quella - già annunciata dopo la sconfitta alle regionali in Sardegna - di riorganizzare il Movimento a partire dai territori. Che poi può significare tutto e non significare niente.

Di certo il M5s ha un nodo ben più urgente da sciogliere e riguarda il rapporto sempre più problematico con la Lega di Matteo Salvini. È vero che sulla sconfitta dei 5 Stelle l’astensione ha pesato non poco, ma è altrettanto vero - e lo dimostrano le analisi dei flussi elettorali - che parte dell’elettorato M5s ha scelto di passare armi e bagagli al Carroccio.

Secondo l’Istituto Cattaneo, questo dimostra che "la 'lotta' ingaggiata da Di Maio e dagli altri Cinquestelle nei confronti di Salvini nelle ultime settimane non ha dato buon esito ma ha visto molti voti uscire dal M5s per dirigersi verso il partito del 'capitano'". E così, se nel "corso degli anni, il M5s è cresciuto soprattutto a spese del bacino di voti del centrosinistra" gli elettori delusi dal Movimento si dimostrano ora più propensi a votare il centrodestra.

Travaglio: "Il contrattacco antilegista ha evitato guai peggiori"

Un'analisi - quella dell’istituto Cattaneo - che non tutti condividono. Marco Travaglio ha ad esempio un’idea diametralmente opposta: secondo il giornalista, "il contrattacco aggressivo, identitario e antileghista di Di Maio&C. in campagna elettorale ha evitato guai peggiori (sennò oggi il M5S sarebbe al 15%)". Eppure, si legge nell'editoriale pubblicato ieri sul Fatto, tutto questo "non è bastato a frenare la picchiata di un movimento in crisi di identità, costretto a fare l’opposizione della maggioranza di cui è pur sempre il primo azionista". Oggi Travaglio è tornato sull’argomento affermando che per uscire dall'angolo Di Maio dovrà "fare a Salvini ciò che fino all’altroieri Salvini ha fatto a lui: fargli pesare e penare la propria forza parlamentare".

"Rompere l'alleanza conviene più a Di Maio che a Salvini"

Dovrà essere dunque la Lega a dover rincorrere i 5 Stelle, e non il contrario. E se si arrivasse alla rottura tanto meglio. Secondo il direttore del Fatto "una crisi di governo, col contorno di spread e caos, danneggerà più lui di Di Maio" e in ogni caso "un periodo di opposizione non farebbe che bene ai 5Stelle".

Del resto, "per inseguire prima Salvini, poi i sondaggi", i pentastellati "si sono perduti prima l’identità e poi l’appuntamento con l’onda verde che premia gli ecologisti in tutta Europa". Una possibile soluzione all'impasse è dunque quella di rompere, ma farlo su un tema identitario come può esserlo "la difesa dell’unità nazionale dal dl sulle autonomie, o il salario minimo, o la lotta all’evasione fiscale, o la prescrizione".  

Travaglio a Otto e Mezzo: "Il M5s? Con questo esito forse conviene tornare all'opposizione"

Un concetto espresso già ieri a Otto e Mezzo su La7: per Travaglio i 5 Stelle escono talmente sconfitti dalle elezioni "che potrebbe davvero convenirgli un periodo di opposizione, durante il quale tentare di organizzarsi in una forma diversa, di recuperare i territori che sono stati completamente abbandonati, di prendere in mano quel progetto di riorganizzazione di cui si parla da almeno 3 anni e che non viene mai attuato. E di lasciare ad altri la responsabilità del governo".  

Di Battista: "Bisogna continuare con l'atteggiamento dell'ultimo mese e mezzo"

Sebbene abbia una posizione leggermente più sfumata, anche Alessandro Di Battista non vede possibile una tregua con Salvini: secondo l’esponente dei 5 Stelle, infatti "l'atteggiamento dell'ultimo mese e mezzo doveva essere assunto prima. Questo è stato senz'altro un errore. Non 'più guerra' (con la Lega, ndr) ma mettersi di traverso su alcune cose". 

Per Di Battista, "si deve continuare questa esperienza di governo, mantenendo, come ha detto Di Maio oggi, lo stesso atteggiamento dell'ultimo mese e mezzo". Però, avverte, "se la Lega a un certo punto tira fuori delle boutade, se li hanno premiati o meno dal punto di vista elettorale, per noi non deve contare nulla... se sono boutade si devono fermare".

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