Coronavirus, 31 morti in una casa di riposo: anziani abbandonati dallo staff in fuga

Gli operatori avrebbero abbandonato la struttura quando si sono verificati dei contagi, lasciando soltanto due infermiere a gestire tutti i pazienti: il caso sconvolge il Canada

foto di repertorio Ansa

Le autorità canadesi hanno scoperto una residenza per anziani alla periferia di Montreal dove in meno di un mese sono morti 31 pazienti - 5 erano positivi al coronavirus - mentre il personale sanitario è fuggito quando si sono verificati i contagi, come scrive il New York Times, abbandonando a loro stessi gli anziani ospiti.

La vicenda è venuta a galla quando l’autorità sanitaria locale è intervenuta nella struttura, allarmata dalla carenza di personale e dalla diffusione del virus. I degenti erano in condizioni estreme: disidratati, sporchi, costretti a letto tra i propri escrementi, pressoché digiuni. Nella residenza per anziani Herron - una struttura privata da 150 posti letti - in quel momento c’erano soltanto due infermiere mentre il resto del personale se ne era andato in piena emergenza.

La polizia di Montreal, il ministero della salute del Quebec e l’ufficio provinciale del medico legale stanno indagando e sui corpi degli anziani deceduti sarà condotta l’autopsia, anche se alcuni cadaveri sarebbero in precedenza stati cremati e quindi sarà difficile stabilire quanti effettivamente avessero contratto il virus.

Il Quebec è la provincia canadese più colpita dal coronavirus, con 15.857 casi e 630 morti. Secondo funzionari sanitari, nelle case di riposo si sarebbero verificati circa la metà del totale dei decessi in Quebec.

Anziani abbandonati nella casa di riposo: il caso scuote il Canada

Il primo ministro del Quebec, François Legault, ha accusato i vertici della struttura di “grave negligenza”: il mese scorso la dirigenza sarebbe stata informata della presenza di un paziente positivo al Covid-19 e si sarebbe rifiutata di cooperare con le autorità sanitarie locali, costrette ad ottenere un ordinanza dal tribunale per poter intervenire e ritardando così l’operazione. La Herron è di proprietà di una società immobiliare, la Katasa, che possiede anche altre sei residenze per anziani. La Katasa ha rifiutato di commentare le accuse ma la figlia del presidente Samir Chowieri e lei stessa dirigente dell’azienda, Katherina Chowieri, le ha respinte e ha incolpato le autorità sanitarie del Quebec perché non avrebbero ascoltato le richieste d’aiuto arrivate dalla Herron e il personale abbandonava la struttura in mentre mancavano dispositivi di protezione.

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I familiari dei pazienti ricoverati alla Herron hanno detto di aver avuto difficoltà quando hanno cercato di avere informazioni dalla struttura una volta venuti a conoscenza della presenza di casi positivi. Alcuni di loro hanno denunciato anche situazioni poco chiare in passato, con anziani abbandonati in condizioni di scarso igiene e attenzione nonostante una retta mensile molto alta. L’anno scorso un rapporto dei servizi sociali del Quebec aveva rilevato mancanze a parte della struttura nella gestione delle cure palliative. Secondo il New York Times, Samir Chowieri è stato condannato nel 1981 per traffico di droga e ha scontando una pena detentiva di circa 15 mesi, per poi essere condannato un anno dopo per frode. Nel 1994 una delle residenze per anziani di sua proprietà è stata oggetto di un’inchiesta antiriciclaggio da parte della polizia nazionale canadese e nel 2002 è stato multato per evasione fiscale. Un portavoce della compagnia ha dichiarato che nel 2014 il casellario giudiziale di Chowieri era stato “cancellato” per buona condotta.

Fonte: New York Times →

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