Il viceministro Sileri guarito dal coronavirus: "All'inizio sintomi strani, il caffè non aveva sapore"

Il viceministro della Salute: "È fondamentale ricoverare anche le persone con sintomi lievi". Video


"Sto bene, ho fatto due tamponi consecutivi a 24 ore l'uno dall'altro e sono risultati entrambi negativi. Sto aspettando il nulla osta della Asl per tornare a lavorare in trincea". Così il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri in collegamento via Skype con TgCom24. Il 14 marzo scorso Sileri aveva annunciato di aver contratto il coronavirus dopo essere stato in contatto con un "sospetto positivo". Undici giorni dopo il peggio sembra alle spalle, anche se non è stata una passeggiata.

"All'inizio ho accusato dei sintomi lievi che però erano molto strani. Avevo bruciore agli occhi, raffreddore e perdita del gusto" dice il viceministro. "Ricordo perfettamente che stavo prendendo un caffè e non aveva sapore. Poi mi è venuta la febbre ed è arrivata anche la tosse". Dopo qualche giorno, "la tosse e la febbre sono andate via", ma "gusto e olfatto non sono ancora tornati. Non so se è una cosa transitoria, vedremo". 

Rispetto ad altri pazienti che hanno avuto sintomi più gravi Sileri è stato fortunato. "Non ho fatto nessuna cura anche perché sappiamo che per questa malattia non esistono cure specifiche, ma solo sperimentali. La tachpirina? Non l’ho presa perché volevo capire cosa sarebbe accaduto con la febbre e la viremia. È venuto fuori il mio essere medico". A chi sta male resta tuttavia valido il consiglio di usare il paracetamolo per alleviare i sintomi. 

Coronavirus, Sileri: "L'insufficienza respiratoria è immediata"

Secondo Sileri per affrontare l’emergenza è necessario cambiare approccio. "Le persone con  sintomi lievi dovrebbero essere ricoverate in strutture paramadediche dove c’è almeno un medico o un sanitario competente che possa controllarli. Purtroppo - spiega Sileri - l'insufficienza respiratoria è immediata e quando te ne accorgi può essere troppo tardi". 

Sileri: "Se si rispettano le regole la capacità di contagio è minima"

"Ciò che è accaduto in Lombardia è drammatico - dice ancora il viceministro -, sono stati invasi da uno tsunami di persone malate e questo ha messo sotto stress il sistema, ma stanno lavorando in maniera ardua e a mio avviso anche efficace". "Le misure prese - prosegue Sileri - prese hanno consentito una rarefazione sociale importantissima, adesso la possibilità di contagio è veramente minima purché vengano rispettate queste regole. E lì che parte la prima prevenzione della difesa. La seconda ovviamente è negli ospedali. È come essere in guerra. L'ospedale di solito ha funzione proattiva nella ricerca dei pazienti con la prevenzione e la diagnostica. In guerra non è così. In guerra al fronte si spara e i feriti vengono portati immediatamente negli ospedali. È proprio un modo di far medicina molto diverso dalla routine". 

Fonte: TgCom24 →

In Evidenza

Più letti della settimana

Potrebbe interessarti

Torna su
Today è in caricamento