sabato, 20 dicembre

L'apologia del radical-chic di Eugenio Scalfari

La riflessione del giornalista Eugenio Scalfari in difesa della definizione "radical-chic"

Redazione 12 aprile 2012

Fino a qualche tempo fa per definire un tipo bizzarro e "con la puzza sotto il naso" rispetto alle mode e ai comportamenti altrui si usava la parola snob.

Inizia così l'intervento di Eugenio Scalfari, pubblicato su L'Espresso, nel quale il grande giornalista vuole rivendicare con orgoglio quell'etichetta, "radical-chic", che la destra sempre più spesso appone al mondo della sinistra italiana.

Adesso però quella definizione è stata sostituita da un'altra: non si dice più snob ma invece radical-chic. Non è un sinonimo, c'è qualche cosa in più ed è una dimensione politica: il radical-chic è di sinistra. Di una certa sinistra. Per guadagnarsi quella definizione deve stupire e spiazzare anzitutto la vera sinistra che, per antica definizione, si identifica con l'ideologia marxista.
Togliatti - tanto per dire - non è mai stato neppure lontanamente considerato un radical-chic né Berlinguer, né Amendola o Ingrao. Bertinotti? Lui sì, gli piacciono i salotti, gli piacciono i pullover di cashmere e va spesso in giro con Mario D'Urso che è uno "chic" riconosciuto.

Bertinotti radical-chic? Non è però solo la destra ad affibbiare tale definizioni a esponenti della sinistra. C'è una lotta intestina nella quale alle parole "revisionista", "contro-rivoluzionario", "demagogo" e "populista" si sostituisce il radicalismo "chic".

I radical-chic sono una definizione coniata dalla destra populista e qualunquista che però ha trovato qualche corrispondenza anche nel marxismo ufficiale. Quando il gruppo de "Il Manifesto" fu espulso dal Pci, c'era contro di loro una vaga ma percepibile aura di puritanesimo luterano contro un'eterodossia che irrideva gli schemi ideologici e amava Lichtenstein, la musica di Schönberg e perfino - perfino - i salotti. Non erano affatto radical-chic quelli del "Manifesto" ma tali li considerò la segreteria del Pci che li buttò fuori.

E infine l'apologo del "radical-chic", una definizione che, secondo Scalfari, andrebbe rivendicata con orgoglio.

Quanto a cultura i radical-chic sono illuministi e voltairiani, tra i loro personaggi di culto campeggiano Einstein, Keynes e Roosevelt. La definizione di radical-chic all'inizio gli sembrò insultante ma adesso se ne sentono onorati vista la sponda da dove proviene
 

Eugenio Scalfari
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