L'apologia del radical-chic di Eugenio Scalfari

La riflessione del giornalista Eugenio Scalfari in difesa della definizione "radical-chic"

Fino a qualche tempo fa per definire un tipo bizzarro e "con la puzza sotto il naso" rispetto alle mode e ai comportamenti altrui si usava la parola snob.

Inizia così l'intervento di Eugenio Scalfari, pubblicato su L'Espresso, nel quale il grande giornalista vuole rivendicare con orgoglio quell'etichetta, "radical-chic", che la destra sempre più spesso appone al mondo della sinistra italiana.

Adesso però quella definizione è stata sostituita da un'altra: non si dice più snob ma invece radical-chic. Non è un sinonimo, c'è qualche cosa in più ed è una dimensione politica: il radical-chic è di sinistra. Di una certa sinistra. Per guadagnarsi quella definizione deve stupire e spiazzare anzitutto la vera sinistra che, per antica definizione, si identifica con l'ideologia marxista.
Togliatti - tanto per dire - non è mai stato neppure lontanamente considerato un radical-chic né Berlinguer, né Amendola o Ingrao. Bertinotti? Lui sì, gli piacciono i salotti, gli piacciono i pullover di cashmere e va spesso in giro con Mario D'Urso che è uno "chic" ric