Il diserbante glifosato è cancerogeno?

Dopo le polemiche su un suo possibile effetto cancerogeno, l'EFSA ha chiarito la posizione

Il glifosato è cancerogeno, o forse no.

Questo il dubbio di molti consumatori riguardo il glifosato, l'erbicida più usato al mondo per agricoltura e giardinaggio.

Qualche mese fa l'allarme dello IARC aveva definito il diserbante come “potenzialmente cancerogeno per l'uomo”. In particolare il sospetto riguardava la possibilità di favorire il linfoma non Hodgkin. Ora però l'EFSA, Autorità per la Sicurezza Alimentare Europea, ha ribaltato il parere dello IARC, sostenendo che “è improbabile che il glifosato sia genotossico o che rappresenti una minaccia di cancro per l'uomo”. Come interpretare queste posizioni?

Innanzitutto va ricordato che la classificazione dello IARC è la stessa della recente polemica sulla carne rossa (in quel caso si parlava di "probabilmente cancerogeno"). Come in quel caso non si tratta di una misura di rischio, ma di una determinazione di quanto si sa a livello scientifico e di quanto sono solidi i dati disponibili.

Tornando al glifosato, comunque, per l'EFSA la sostanza non dovrebbe essere classificata né etichettata come cancerogena (fonte e dettagli su National Geographic).

Cosa si sa allora? Si sa ad esempio che oltre certe soglie il glifosato è tossico, sia per i contadini che lo utilizzano, sia perché il principio attivo potrebbe entrare negli alimenti che mangiamo. Per questo motivo l'EFSA ha alzato il livello di guardia, fissando un DAR (dose acuta di riferimento) di 0,5 milligrammi per chilo di peso corporeo: si tratta della soglia massima ingeribile in un giorno per non avere rischi per la salute. 

Questo cambia rispetto alle disposizioni del 2002 (anno in cui il glifosato è stato "importato" in Europa): a quell'epoca  il campo DAR era vuoto e non vi erano indicati limiti. Non solo: dal 2016 i cibi che supereranno questa soglia non potranno essere consumati.
 
Come mai tanta differenza tra parere dello IARC e dell'EFSA? “Il rapporto Iarc - spiegano dall'EFSA - ha esaminato sia il glifosato, sia i formulati a base di glifosato, raggruppandoli tutti senza tener conto della loro composizione". In sostanza mentre in Europa l'EFSA ha valutato solo il glifosato come principio attivo, l'IARC (che fa parte dell'Organizzazione Mondiale della Sanità) ha considerato gli erbicidi contenenti il glifosato. Possibile quindi che “gli effetti genotossici osservati in alcuni formulati a base di glifosato siano collegati ad altri componenti”, ovvero che gli erbicidi siano davvero cancerogeni, ma non per colpa del glifosato.

Ora si deve aspettare la decisione della Commissione Europa sul destino del glifosato: mantenerlo o toglierlo dalla lista delle sostanze approvate nell'Unione. Per prendere questa decisione, ora vi sono i pareri sia dello IARC che dell'EFSA. Consumatori, produttori di erbicidi e contadini sono in attesa.

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