"Le scuole sicure sono quelle che non crollano": la lettera di due studenti contro il governo 'del cambiamento'

"Cala la spesa per l'istruzione, vogliamo una scuola diversa e sicura. E invece abbiamo strutture con condizioni medievali". Riceviamo e pubblichiamo una lettera scritta da due studenti palermitani

Foto repertorio Ansa

"Le scuole sicure sono quelle che non crollano, perché non saranno le telecamere nelle classi ad impedire il crollo dei controsoffitti". Comincia così la lettera di due studenti del quinto anno di un liceo palermitano, che riceviamo e pubblichiamo integralmente. Nella lettera, i due firmatari Mattia Bruno e Marcello Pattavina lamentano le pessime condizioni degli istituti scolastici italiani e chiedono maggiori investimenti per l'istruzione, un tema da porre al centro del dibattito pubblico.

"Il governo "del cambiamento", nascondendosi dietro il problema della questione migratoria, ad oggi non ha migliorato in alcun modo le condizioni della scuola in Italia, strutture fatiscenti, mancanza di fondi, libri che costano sempre di più, sono ormai situazioni a cui tutti siamo abituati, la scuola è ai margini del dibattito pubblico. Decenni di tagli all'istruzione hanno portato le strutture scolastiche a condizioni medievali e a subirne le conseguenze siamo noi studenti. Carta canta, la spesa per l'istruzione in rapporto al Pil è passata dal 3,6% (2014-2018), al 3,5% (2019), stiamo parlando di ben 150 milioni di euro di tagli. È evidente come l'istruzione sia per lo stato il fanalino di coda. Vogliamo una scuola diversa, una scuola che sia realmente nelle condizioni di svolgere a pieno la sua funzione educativa. Funzione educativa svolta solo parzialmente in quanto la scuola considera "studio" il semplice atto pratico di ripetere bene quanto detto dall'insegnante privando lo studente di qualsiasi sviluppo personale in funzione delle sue proprie capacità".

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"Inoltre quei pochi insegnanti che svolgono il loro ruolo con passione e impegno, che vedono l'insegnamento non come un semplice mestiere ma come una vera e propria "missione educativa", sono costretti a seguire un sistema che non funziona come dovrebbe ed essere considerati delle rare quanto preziose eccezioni. Frequentiamo una scuola nella quale il voto è al primo posto rispetto alla riflessione e al pensiero di ognuno di noi. Assistiamo ogni giorno alla caduta della gestione pubblica a vantaggio di quella privata, dall'istruzione alla sanità. Sappiamo bene come la rovina delle scuole pubbliche rientra in un preciso piano che ha come fine quello di privatizzare sempre di più e di rendere la scuola un privilegio per i più ricchi, vogliamo una scuola per tutti".

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"L'alternanza scuola lavoro, mascherata come una mossa finalizzata a migliorare la qualità dell'istruzione, mira ad educare i giovani allo sfruttamento. Inoltre, la cattiva organizzazione delle attività di ASL, i percorsi non inerenti alle attività scolastiche, i costi degli spostamenti a carico degli alunni, rendono l'ASL un futile spreco di tempo. Protestiamo per una scuola che non sia al servizio dei padroni e del loro profitto.Vogliamo una scuola sicura, il governo realizza la sicurezza tramite la legittimazione delle repressioni, noi combattiamo contro questa scelta e vogliamo una scuola che, invece di zittirli, sia "voce degli studenti". Non saranno le telecamere nelle classi ad impedire il crollo dei controsoffitti. L'abbiamo detto nelle piazze, lo ribadiamo nelle aule: "le scuole sicure sono quelle che non crollano".

"L'istruzione non è posta al centro del dibattito pubblico. Riteniamo quindi che il "cambiamento" reale, volto al miglioramento delle attuali condizioni non sia quello attuato in questi ultimi anni. Crediamo piuttosto che un cambiamento debba in primo luogo concretizzarsi tramite:

  • l'aumento dell'investimento di fondi diretti alla Scuola Pubblica.
  • una maggiore attenzione verso le capacità individuali di ogni studente, con anche una valorizzazione di queste ultime.
  • una maggiore partecipazione degli studenti alla vita e all'ambiente scolastico, con particolare attenzione a dibattiti svolti anche nelle aule.
  • una maggiore attenzione da parte degli insegnanti allo svolgimento di lezioni dedicate alle tematiche attuali della nostra società, apertura di dibattiti in merito alle più recenti notizie di cronaca, lettura collettiva dei giornali".
     

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