Scuole elementari, addio al voto da 1 a 10: torna il giudizio

La valutazione finale verrà espressa con un "giudizio descrittivo" e non più con un numero: lo prevede un emendamento al decreto scuola approvato in Commissione Cultura al Senato

Foto di repertorio

Niente più voto in pagella, alle scuola elementari torna il giudizio. Un emendamento al decreto scuola presentato in Commissione Cultura al Senato (firmato dai senatori Verducci, Rampi e Iori) manderà di nuovo in soffita  la norma introdotta nel 2008 all’epoca della ministra Maria Stella Gelmini e basata su una valutazione da 1 a 10. Secondo l'AdnKronos l’emendamento ha avuto oggi il via libera della Commissione.

Addio al voto in pagella, cosa prevede l'emendamento

Nel testo si legge che "la valutazione finale degli apprendimenti degli alunni delle classi della scuola primaria, per ciascuna delle discipline di studio previste dalle Indicazioni Nazionali per il curricolo è espressa attraverso un giudizio descrittivo riportato nel documento di valutazione e riferito a differenti livelli di apprendimento, secondo termini e modalità definiti con ordinanza del Ministro dell'istruzione".

La senatrice Iori: "Il voto sminuente per i bambini"

Secondo la senatrice Pd Vanna Iori, prima firmataria del provvedimento, nella scuola primaria il voto può essere  "sminuente" per i giovani alunni. "I bambini  - ha detto di recente la senatrice che è anche docente di pedagogia - meritano di essere valutati in modo più attento alle loro attitudini e specificità". E ancora. Secondo Iori grazie alla nuova norma i bambini non potranno "essere considerati dei numeri", anche perché “dare un 4 può essere un macigno pesante da comprendere mentre una valutazione più complessiva prende in considerazione le caratteristiche del bambino”.

Tutti a scuola a settembre

Intanto, il governo sta lavorando per far sì che gli studenti posssano tornare a scuola tra poco più di tre mesi. "A settembre senz'altro le scuole riapriranno - ha annunciato il ministro della Salute Speranza su SkyTg24 - e riapriranno sicuramente per tutti. In queste ore c'è un lavoro intenso del ministero dell'Istruzione e del Comitato tecnico scientifico perché questa riapertura avvenga nella massima sicurezza".  

Per evitare le classi pollaio servono 9 miliardi

Dall'incontro tra comitato tecnico scientifico e rappresentati del Ministero dell'Istruzione e dei sindacati rappresentativi della scuola sono emersi importanti spunti: la delegazione Anief ha illustrato il documento predisposto con le risposte alle domande poste dagli esperti e ha ricordato come servano 9 miliardi per modificare il rapporto alunni-personale docente/Ata alla luce del distanziamento sociale, reclutare nuovo personale e recuperare i plessi dismessi.

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Insomma, per evitare le classi pollaio serviranno molti soldi. E la realtà a oggi è che le misure sanitarie per il rientro in classe non sono pronte.

"Tutti in classe a settembre": ma per la scuola italiana sarà una lunghissima estate

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